martedì 16 agosto 2016

X-men: Apocalisse


A ben ripensarci quando vidi X-men andavo in seconda media e quello, dopo Spider-man, fu il mio ingresso vero e proprio nel mondo dei fumetti. Arrivai a capire che c'era un mondo vasto e complesso, composto da diversi personaggi e non da un solo individuo che di episodio in episodio combatteva il villain a tema. Adesso ho ventisei anni, i fumetti li ho leggermente abbandonati e quelli sui supereroi non mi interessano proprio più, a parte le run di certi autori in particolare, mentre i film a loro dedicati invece cerco di guardarli ancora, perché è una condensazione di un particolare mondo che ha fatto parte del mio immaginario per molto tempo. Non avrei mai potuto immaginare però che riuscissero a diventare un fenomeno di consumo così ampio anche fuori dalle cerchie fumettare e infatti non è raro ormai - con quella maledetta moda di definirsi nerd, mannaggia ad Eru Iluvatar, che brutta parola! - che a fare la fila per vedere la pellicola dedicata al supereroe di turno ci sia gente che conosce quei personaggi senza aver mai letto un fumetto in vita propria. I tempi cambiano ma, in un mondo dove tutto sembra conglomerarsi in un banale identità comune, la saga dei Figli dell'Atomo è quella che ha saputo rinnovarsi al meglio anche dopo degli innegabili passi falsi, Una delle poche in grado di destare interesse sul nuovo titolo in produzione.

In un mondo dove Raven e Xavier sono diventati eroi per aver salvato il presidente, il demone-mutante En Sabah Nur, detto Apocalisse, viene risvegliato. Egli sta cercando quattro servitori con cui iniziare la sua politica di dominio e...

Una legge non scritta del mondo degli sceneggiatori dice che quando vai a toccare termini e iconografie religiose universalmente riconosciute, la storia può o diventare un capolavoro o un immane catastrofe, perché sono dei pesi così possenti che puntano solo verso i due estremi: o il perfetto equilibrio o il disfacimento. O forse, molto semplicemente, creano inevitabilmente un grosso hype. Quando diffusero le prime news circa il nuovo capitolo degli uomini-x solo a sapere che ci sarebbe stato un cattivo che rispondeva al nome di Apocalisse ero in un brodo di giuggiole, perché le prospettive per creare qualcosa di davvero epocale, vista la portata e le dimensioni del suo nome, c'erano tutte. In più dirigeva zio Singer, uno che ormai è parte integrante di questo mondo e che ne aveva risollevato le sorti con Giorni di un futuro passato, che con un solo colpo cancellava la linea temporale di Conflitto finale, tanto da sbeffeggiarlo in una battuta ("In una saga il terzo film è sempre il peggiore!") senza però rendersi conto che, contando anche First class, questo è il terzo capitolo della nuova trilogia dedicata ai mutanti - quella che racconta la love story fra McAvoy e Fassbender. E ironicamente, questo terzo capitolo dimostra d'essere un qualcosa di altamente ignorabile. Apocalisse fondamentalmente è come quell'arredatore d'interni che si fa pagare un frotto di soldi e che si limita a mettere delle margheritine sul tavolo del salotto, qui invece smuove mari e monti ma il rapporto emozionale è pari a quando assistete a vostro nonno che ritira la pensione. Avete mai assistito a uno spettacolo simile? Se sì, aspettate di sapere quanto prende per rendere il tutto ancora più squallido. Il fatto è che qui tutto sembra fuori posto, come se tutti fossero stati assaliti da un rincoglionimento generale che rende un'operazione che doveva andare avanti da sola col pilota automatico un pasticciaccio brutto e abbastanza confusionario che rimane vittima della sua stessa foga. Non mi spiego come mai un regista navigato come Singer raggiunga delle problematiche così grosse nella gestione di alcune riprese, con dei movimenti di macchina digitali che fanno sanguinare gli occhi, così come mai chiamano un attorone-one-one come Oscar Isaac per interpretare il villain per seppellirlo sotto chili di trucco e cerone, operazione che gli rende semi impossibile sfoggiare tutta la sua versatilità. Così come viene da chiedersi come mai nel 2016 debbano ancora fare quegli imbarazzanti combattimenti con gli stunt legati ai fili che, in confronto al parapiglia digitale che li circonda, appaiono ancora meno credibili di un tizio blu che corre a quattro zampe - non ho parlato di Bestia proprio a caso. Ma il punto su cui questo film cade davvero a picco sono proprio i sentimenti umani, quelli che hanno reso davvero grandi gli X-men e che fanno intuire quello che è stato il genio narrativo di Stan Lee nel costruire questi personaggi, qui tutti quanti ritratti come la caricatura di loro stessi. Perché questo Apocalisse parla della scoperta di sé, del cercare il proprio posto nel mondo e la funzione per il miglioramento dello stesso... ma li accenna e basta, senza una storia che si faccia condurre da queste tematiche, ma che procede solo con scontri abbastanza gratuiti e unicamente dispendiosi di CG - quando non usano i fili. L'unica nota positiva è lo scontro finale fra Apocalisse e Xavier, forse l'unica cosa davvero cinematografica di questo giocattolone abbastanza sconclusionato che, fra una citazione ad Arma X e un villain più simile a un testimone di Geova che a una super-minaccia, al precedente si collega solo per l'utilizzo di un attore (stavolta Sophie Turner dopo Peter Dinklage) di Game of thronesma è diverse misure indietro sia negli intenti che nella narrazione. La prova che il terzo, forse non sempre, ma spesso, è proprio il peggiore.

Ma allora che dire di Wolverine, che arriva al terzo capitolo stand-alone e i primi due erano innegabilmente bruttini?


Voto: 

8 commenti:

  1. Lo sbeffeggio a Brett Ratner è una presa in giro, Singer questa volta ha fatto quasi peggio di lui, un film davvero da poco purtroppo. Cheers!

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    1. Pure il dilemma di Magneto è affrontato con un pressapochismo imbarazzante. Credo si salvi solo la scena di Quicksilver...

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  2. La vecchia trilogia l'ho seguita volentieri, ma questa è uscita quando già il cinecomic mi stava antipatico. Per il cast, prima o poi, potrei recuperare. Il primo Wolverine però mi è piaciuto, il secondo proprio no. :)

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    1. Il primo era coerentemente tamarro, il secondo cercava una serietà che lo rendeva ridicolo. Questo è a metà fra le due cose...

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  3. Il meno riuscito dei nuovi tre, purtroppo.
    Comunque, mi ha intrattenuto abbastanza.

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    1. A me fino a una certa. Anche tecnicamente aveva dei difetti ai quali era impossibile non bacchettare...

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  4. Non mi ha fatta impazzire ed effettivamente neppure lo ricordo a differenza dei primi due ma Quicksilver è sempre tantissima roba!

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    1. ma pure la sua scena mi è davvero sembrata messa a caso :/ manca proprio la fluidità del precedente film.

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