martedì 22 novembre 2016

Animali notturni


Sette anni fa vidi un film che mi colpì molto. Quel film era A single man, e nella sua natura cinematografica era così ben fatto e costruito da rendere totalmente giustizia al bel libro da cui era tratto. La sorpresa più grande fu proprio scoprire che il regista Tom Ford non era uno navigato, ma un esordiente, e neppure appartenente al mondo del cinema. Per era proprio quel Tom Ford, lo stilista che, incredibile ma vero, dimostrava di avere un occhio e una sensibilità davvero fuori dal comune - anche se da come erano ben vestiti tutti, comprese le comparse, qualche domanda dovevo farmela. Una volta che ho rivisto il film tre volte, ed averlo comprato in dvd per sicurezza, restava la domanda fatidica: ma questo per Ford è stato solo un esperimento, un capriccio che si è voluto togliere, oppure vuole davvero costruirsi un futuro nel cinema? Perché perdere quello che si prospetta come un autore davvero particolare sarebbe davvero un gran peccato. E così, sette anni dopo quel folgorante esordio, manco volesse fare il verso a Malick, ritorna con la sua seconda fatica. Animali notturni, già dal titolo (battutacce con l'ultimo film a tema Happy Popper a parte) mi ha messo addosso una scimmia non indifferente, proprio in un periodo in cui guardo pochi film e ho ancora meno voglia di parlarne.

Susan Morrow fa la mercante d'arte a New York, conducendo una vita agiata ma vuota insieme al consorte. Un giorno riceve un pacco, che racchiude la bozza del romanzo Animali notturni, scritta dal suo primo marito Edward, che glielo ha dedicato. Susan inizia a leggere il manoscritto, il cui contenuto è piuttosto violento, e risvegli qualcosa in lei...

Come dico sempre, a me piace una cosa e il suo contrario. Perché se è vero che mi piacciono i film spessi e con un forte contenuto, al contempo adoro anche le tamarrate o i film di supereroi, decisamente più leggeri. Tornando sui film "seri", però, ho un debole per le regie patinatissime e per le storie sporche, crude e dalla moralità ambigua. Tom Ford, incredibile ma vero, riesce a fare un film che racchiude entrambe queste caratteristiche, creando la stessa atmosfera patinata e costruita ai limiti dell'assurdo del suo esordio (con tanto di occhialoni dalla montatura spessa) e quella più polverosa, disgustosa e morbosa di una storia che è all'antitesi di quello che sembrerebbe il suo stile. Il risultato non è un "vorrei ma non ce la faccio", ma un film nel film, che dimostra di essere il contrario di sé stesso, raggiungendo però verso la fine una concretezza e una montatura perfettamente studiata e coerente. Per farlo lo stilista prestato al cinema mette su un cast della madonnina, con quella Amy Adams che anche dimostrando in tutto e per tutto i suoi quarant'anni non perde manco un grammo di fascino o sensualità, quel Jake Gyllenhaal che nel curriculum ha così tante parti cult da far invidia a molti colleghi più vecchi, un Aaron Taylor-Johnson che finalmente dimostra di saper recitare e, last but not least, Michel "più grande attore del mondo" Shannon, uno il cui nome dice già abbastanza e che, pur con una parte più contenuta, riesce a bucare lo schermo come pochi altri. Attori perfettamente calati nella parte per una storia nella storia, una matrioska cinematografica presa dal libro Tony e Susan di Austin Wright, al quale Ford riesce a dare una coerenza cinematografica non da poco e senza particolari manierismi, ma giocando perfettamente coi volti degli interpreti per far valere quelli che sono i punti cardine della storia. Chi sono alla fine gli animali notturni del titolo? E di che parla, alla fine, questo film? E' una pellicola che si presta a numerose interpretazioni, che mira a confondere e ad attecchire lo spettatore e nella quale ogni visionatore potrà dare una propria interpretazione dell'accaduto. Per quello che ho avuto modo di comprendere io e per le interpretazioni che le mie esperienze di vita vissuta mi permettono di fare, alla fine si tratta, molto banalmente, di una storia di vendetta - la cosa la fa intendere anche un poster nella gallerie d'arte di Susan. Una vendetta atipica, non sensazionalistica, la vendetta di un uomo che non ha ricevuto la fiducia necessaria  e che, attraverso la scrittura, riesce a dare lo scossone alla vita dell'ex moglie, dando inizio a una tortura psicologica davvero ambigua. Tony per certi versi mi ha ricordato il Comico di Watchmen, un personaggio che vive solo di riflesso e nei ricordi, senza mai comparire nel presente, ma sta anche qui la grande forza di questo film, nel rendere ogni personaggio simbolico e nel far progredire la discesa (e il proseguire della lettura di Susan del romanzo) un riflesso di quella che è stata la relazione fra i due protagonisti. Un montaggio alternato pazzesco, che si dirama attraverso tre unità temporali (il presente, ironicamente quella meno interessante, il passato e la dimensione del racconto), facendole concatenare in una maniera davvero sapiente, stordente ma mai confusionaria, un sistema che magari lascia dubbiosi a una visione subitanea ma che a ripensarci fa capire tutta l'intelligenza di questa scelta, a cominciare dal riportare i volti dei protagonisti della storia 'reale' su quelli del racconto, come riflesso perfetto e immediato di quello che c'è stato fra Tony e Susan - alla fine il racconto si 'svolge' interamente nella mente di lei. Quel romanzo alla fine è la potenza creatrice che viene da un trauma, la riscossa di un uomo considerato debole e fragile che nel dolore trova il motore necessario per realizzare quel libro che tanto ambiva, a non evitare di parlare di sé come gli consigliava la moglie ma anzi, a sublimare il dolore per creare una violenta creazione che alla fine risveglierà qualcosa nell'apatica esistenza di Susan, così perfetta ma così insoddisfacente. In tutto questo Tom Ford mette delle scene destinate a diventare iconiche, un inseguimento in macchina che mi ha messo un'ansia che non provavo da tempo, un disgusto annunciato con le ballerine vecchie e obese dei titoli di testa (metafora del degrado esistenziale di Susan?) e un crescendo di violenza destinato a scuotere chiunque. Una vendetta nella quale ogni singola pedina, alla fine, è perdente in maniera assoluta. Complimenti Ford, anche a questa seconda prova, quella del nove per ogni autore, ti sei fatto valere!

Sospettavo che mi sarebbe piaciuto, ma non potevo immaginare così tanto. E quel finale, credo che mi tartasserà la testa per molto tempo.


Voto: ★★

18 commenti:

  1. Giuro che alla fine ero così triste che mi sarei messa a piangere. Ma sotto sotto godevo anche un po'. Insomma, mi si è scissa l'anima come è successo al film, un po' patinato un po' grezzo, ma fondamentalmente un trionfo!

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    1. A me ha inquietato terribilmente la scena dell'inseguimenti. Giuro, erano anni che non provavo una simile ansia! E il finale mi ha fatto sentire uno schifo umano...

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  2. Sto cercando di non farmi influenzare prima di vederlo, ma a questo punto è praticamente impossibile xD

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    1. Ti dico solo che mi avevano alzato tutti l'hype in maniera irreparabile, ma non è stato deluso se non per dei micro e trascurabilissimi fattori. Un trionfo!

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  3. Ho scritto il mio commento ieri, in ogni anche questa volta siamo allineati sul giudizio, non mi aspettato un film così bello, rischia di essere uno dei migliori dell’anno, Michael Shannon con cappello vince tutto ;-) Cheers

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    1. Shannon vince tutto a prescindere, sempre! u.u

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  4. Oscar a Michael Shannon, ma devo dire che Taylor-Johnson (non fa solo film cazzoni, ha fatto anche Anna Karenina di Wright) è talmente 'schifoso' da far paura (roba che ricorda il giovine Pitt di Kalifornia). Mi piace Tom Ford perché riesce sempre a spiazzarmi, e da quel che si vede, di arte-cinema-letteratura ne mangia a quintali, e che risultati poi!
    P.s. Ghyllenaal ha la mia età, ma sia io che la Adams abbiamo meno rughe. Spero di arrivare agli anta come lei! :-p

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    1. io spero di arrivare ai 50 come Hugh Jackman, fai te XD
      Johnson in "Anna Karenina" lo avevo trovato anonimo, ti dirò :/

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  5. Splendida recensione. Devo dire che a me, come sai, il film è piaciuto ma non mi ha coinvolto in maniera così totalizzante. Ma forse sconto il fatto di averlo visto a Venezia, dove vedi 4-5 film al giorno e non hai troppo tempo per far "sedimentare" le immagini e le emozioni. Ci troviamo comunque di fronte a un autore vero, che da adesso in poi nessuno snobberà più.

    p.s. Shannon monumentale come sempre!

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    1. Grazie mille :)
      Eh, quello è il motivo per cui sono restio ad andare ai festival. Ho bisogno di vedere un film alla volta, in modo da "assimilarli".

      Comunque sì, Shannon grandioso. Mi chiedo come mai non sia mai esploso come attore.

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  6. Visto stasera.
    Concordo in pieno. Elegante e sporco allo stesso tempo.
    Bellissimo.
    Sarà senza dubbio tra i protagonisti delle classifiche di fine anno.

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  7. Gran film, stratificato e complesso, eppure non ostico, con cui si entra facilmente in sintonia. Forse il migliore dell'anno finora, insieme a "Un padre, una figlia" di Mungiu.

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    1. Per me bello proprio perché non diventa un elitarismo fine a se stesso.

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  8. Sabato sera ero indeciso se andare a vedere Sully o Free State of Jones, poi, passando di qui, ho notato questa bellissima recensione di un film di cui non avevo mai sentito parlare...
    Che dire, grazie infinite di avermelo fatto conoscere!
    Mi è entrato dentro piano piano e ancora deve uscire... credo che difficilmente mi abbandonerà lo sguardo di Amy Adams, così intriso di tristezza...
    Saluti a tutti e Buon Cinema!

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    1. felicissimo di averti fatto conoscere un così bel film :) Buon cinema a te!

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U