lunedì 9 gennaio 2017

Il GGG - il Grande Gigante Gentile


Credo sia inevitabile pensare all'infanzia se si parla di Steven Spielberg. Principalmente perché, anche a fronte di titoli particolarmente impegnati, ha sempre mantenuto quell'ottica fanciullesca che lo ha sempre avvicinato al mondo dei più piccoli, rendendolo quel "bambino che non ha mai smesso di sognare" - un po' come la fashion blogger di turno è "la te stessa che ce l'ha fatta". Ma principalmente perché se ho iniziato ad appassionarmi al cinema, è stato grazie al suo Jurassic park, pellicola che lo ha fatto diventare il mio regista preferito, seguendo poi la sua produzione e scoprendo molte particolarità del fare e raccontare cinema. Minority report ha segnato il mio ingresso nel 'cinema adulto', oltre che fatto scoprire Philip K. Dick, mentre Schindler's list il cinema impegnato. Poi? Poi, come è successo più tragicamente con Tim Burton, Spielberg è invecchiato ed ha fisiologicamente perso la sua verve che me lo aveva fatto amare. Però, come per il regista di Burbank, il nuovo arrivo nelle sale del talento di Cincinnati è come l'occasione per rivedere un vecchio amico che si è perso di vista, ma che nel nostro passato ha inciso molto.

Sophie è un'orfana londinese che soffre d'insonnia. Una notte vede fuori dalla finestra un gigante incappucciato che, spaventato da lei, la rapisce e la porta nella Terra dei Giganti, dove...

Ammetto che da piccolo non ho letto moltissimi libri di Roal Dahl, giusto Matilda, Le streghe (anzi, ce lo lesse una maestra alle elementari, facendomi fare terribili incubi al pensiero di quel bambino trasformato in topo) e Gli sporcelli (quello lo maledisse mia madre perché per un bel po' rifiutai di farmi la doccia come atto emulativo). La mia infanzia è sempre stata legata al nostrano Gianni Rodari, soprattutto alle sue Fiabe al telefono, o a Bianca Pitzorno, con la sua Lavinia che trasformava tutto in cacca. Del GGG però ho uno strano ricordo, perché una mia ex mi aveva salvato sul cellulare con quel soprannome, dato che diceva che a vedermi in lontananza sembravo più basso - ancora oggi sto cercando di capire la logica di questo discorso e forse i miei complessi sull'altezza nascono proprio da lì. Il motivo per cui ho voluto vedere questo film sta principalmente nel fatto che è diretto da Spielberg, il mio primo amore cinefilo, che qui è nell'inedita veste di mestierante per mamma Disney, un'accoppiata che mai avrei giurato potesse accadere. Nel fare quello che è a tutti gli effetti un film per bambini, il nostro dimostra ancora una volta come, al di là degli effettivi cali dei quali è disseminata la sua carriera, sia ancora uno dei migliori storyteller in circolo. Il GGG è puro cinema, con tutti i e i ma dell'era moderna, cosa che se da una parte fonda i miei principali timori dall'altra gli dà senso di esistere anche grazie agli innegabili pregi dei quali si fregia. C'è un sovrabbondare di grafica computerizzata che a tratti fa spavento e, anche se si tratta di motion capture (quella usata per fare Gollum o Beowulf, per dire), in certi punti mi sembrava di vedere un film di animazione, con quell'inquietante sentore di finto che aleggia su molte (troppe) scene. Però c'è sempre l'occhio del nostro caro Steve che dimostra come, nonostante l'età pensionabile si stia facendo ormai prossimissima, sia un uomo di cinema in tutto e per tutto. Si può vedere questo GGG in due maniere: quella bambina, che nonostante gli incassi esigui ai limiti del flop rimarrà del tutto appagata, e quella da cinefilo, che di certo non può trattenersi da certe acrobazie della cinepresa, per quanto supportata dai numerosi effetti speciali. E' questo a dare coerenza interna a un film che in altre mani sarebbe stato un disastro annunciato, ma nelle zampe di chi ha sempre messo tutto se stesso nel fare ciò che ama la dignità anche nei risultati meno eclatanti è sempre servita. Infatti Spielberg, per quanto abbia fatto film che possono non piacere (scommetto che state pensando tutti a War horse), ha sempre avuto una coerenza interna e un amore puro e incondizionato verso il mezzo che sta servendo, dandogli una lucidità visiva che lo pone come un narratore magistrale sia nel caso che si rivolga ai più grandi che ai più piccoli, tanto che in questa pellicola c'è un'intera gag su delle scoregge verdi senza però risultare di cattivo gusto - un risultato che pochi possono vantare. Siamo anni luce lontani da un disastro come Alice in Wonderland, quello un fallimento su tutta la linea perché proprio privo di cuore e pieno di gag inutili ma, soprattutto, fatto da un regista che ha palesemente perso la voglia di fare il proprio mestiere. Spielberg il cinema lo ama ancora e, alla sua maniera, lo dimostra appieno. E questo suo ritorno alle pellicole per l'infanzia ricorda un suo cult del passato che, come in questo caso, vedeva l'incontro con due esseri di mondi diversi, quell'ET che, come questo film, è stato scritto da Melissa Mathison, la quale purtroppo non è vissuta abbastanza per vederlo ultimato.

Posso solo dire che per due ore (durata forse eccessiva, ammetto) sono ritornato bambino. E per questo ringrazio Spileberg ancora una volta, dopo molto tempo.


Voto: ★★★

12 commenti:

  1. Per me è il miglior Spielberg dai tempi, appunto, di Minority Report. E come giustamente dici è un film per bambini e pensato solo per loro, per questo a molti adulti non è piaciuto. Ma io l'ho trovato bellissimo (anche se, certo, difficilmente rivedremo lo Spielberg degli anni d'oro. Ma questo vale un po' per tutti gli artisti)

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    1. Nel mezzo ci sono stati anche "Prova a prendermi", "Munich" e "Tintin e il mistero dell'unicorno" che mi sono piaciuti molto, ti dirò :)

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  2. Io l'ho trovato una discreta rottura di palle, purtroppo.
    Mi sono annoiato e, a lungo, l'ho trovato troppo pesante. A un bambino piacerà? Felice, comunque, che ti sia piaciuto: dopo Burtone e Assassin's Creed, temevo per la tua salute mentale. :)

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    1. O forse mi è piaciuto per rigetto, non avrei retto a un'altra delusione XD

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  3. Sai come la penso, è anche questa volta siamo sulla stessa pagina. Dici bene in pochi hanno la coerenza interna e l’amore di Spielberg per la materia che tratta, avercene di film minori (e per bambini) come questo ;-) Cheers!

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    1. L'unica sono le musiche di John Williams che mi ricordavano troppo quelle di Happy Popper. Sai che figata un film del maghetto diretto da Spielberg?

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  4. Sposo il commento di Mr. Ink, per quanto mi dispiaccia. Ho amato la tecnica ma non sono tornata bambina, anzi: se possibile sono uscita dal cinema ancora più cinica di prima XD

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    1. Il cinismo non ci abbandonerà mai, questo lo sappiamo già XD

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  5. Io non ho letto nulla di Roal Dahl. E' grave? XD
    E non ho ancora visto il film di Spielberg, ma sono d'accordo te e con Sauro. (Si può dire?) Perché a volte basta anche solo tornare bambini, davanti allo schermo, e basta. ^_^

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  6. Tecnica e poco altro.
    Io l'ho trovato palloso e buonista. E sono buono. ;)

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U