domenica 1 gennaio 2017

Miss Peregrine - la casa dei ragazzi speciali


Quando scopro che Tim Burton fa un nuovo film in me nasce sempre un'emozione piuttosto contrastante. Una specie di sdoppiamento della personalità, che va ad aggiungersi agli altri disturbi. Perché da una parte l'adolescente che alberga ancora in me (alcuni dicono non se ne sia mai andato, questo spiega l'ancora folta collezione di magliette da metallaro) inizia a fare le capriole dalla felicità, ma dall'altra la parte più razionale lo frena e gli dice: "Stai calmo. Sai già che sarà una delusione." La stessa parte razionale che mi ha fatto snobbare altamente questa signorina Peregrine, perché è un film per ragazzi e tanto Eva Green resta vestita fino alla fine, ma anche per il fatto che sembrava proprio un film che dell'autore di Burbank non aveva il tocco - comunque non usava proprio il termine delusione, ma uno che per delicatezza non riporto. E non lo dicevo dal trailer, o dal fatto che vorrebbe far parte di un franchise (il nostro darkettone preferito aveva fatto grandi cose con Batman, ricordo), ma proprio perché è un dato di fatto che il nostro sembra essersi perso da qualche anno a questa parte. Ma come dicevano i Litfiba in una canzone, la speranza è l'ultima a morire. Anche se la song proseguiva in un'altra maniera...

Jacob è un adolescente schivo e poco propenso all'integrazione. Quando suo nonno viene brutalmente ucciso da una strana creatura, si reca su un'isola del Galles alla ricerca di un gruppo di bambini speciali guidati da una certa miss Peregrine, dei quali il nonno gli ha parlato per tutta la vita e che sul punto di morte gli ha detto di aiutare.

Tim, caro Tim...dimmi, ma ultimamente mangi? Fai attività fisica? Perché io sono davvero preoccupato per te. Lo sono da diverso tempo, perché Alice in Wonderland mi sembrava uno scivolone di quelli belli grossi che però potevano averti consigliato le cattive compagnie (sorvoliamo sul fatto che erano le stesse cattive compagnie che ti avevano cacciato e dalle quali sei poi ritornato...), ma dopo di quello la tua stella si è spenta del tutto. Certo, ci sono state pellicole anche guardabili, ma da uno come te, uno che ha saputo condizionare il mio immaginario in maniera così forte, non mi aspetto un film 'guardabile'. Mi aspetto forse un film minore, perché essere al top sempre è difficile, soprattutto dopo che si sono fatti molti film belli, ma vedere che da molto cominci a fare film solo perché questo è il tuo lavoro un po' mi deprime. Sarà che ti sei lasciato con la Bonham-Carter, però auspicavo che le pene d'amore ti facessero trovare lo slancio, e invece ecco che ci proponi un film fantasy da domenica pomeriggio di Italia 1, solo fatto coi milioni. Già, centodieci milioni di dollari per 'sta roba, che a una certa mi chiedo dove cappero li hanno messi, perché la ricostruzione mi è sembrata minima e una piccola meraviglia come The Golden Army è costato quarantamila bigliettoni in meno e a questo film gli fa le scarpe in tutto e per tutto. Tim, caro Tim... per caso non hai superato il fatto che ti hanno messo fuori dal progetto di Red e Toby? Dai, ormai dovrebbe esserti passata, anche perché hai dimostrato al mondo intero che di talento ne hai da vendere, perché un film come Big fish credo che la stragrande maggioranza dei registi del mondo se lo sogni, mentre tu hai saputo fare anche cose Edward mani di forbice, La sposa cadavere e Sweeney Todd, senza contare di un certo incubo musicato che già nel titolo porta il tuo nome. Allora come mai tutto questo, caro Tim? Come mai un regista di esperienza trentennale come te deve ridursi a illustrare una fiaba moderna solo di campi e controcampi, mettendoci dentro un repertorio visivo che sembra un mero riciclo di quanto già proposto? E perché, porca di quella paletta arrugginita, devi mettere come il primo scemo che passa quegli irritanti spiegoni che occupano mezzo film, rigorosamente narrati con un voice over ancora più odioso, che sono l'anti cinema per eccellenza? E qui non ne metti due, ma tre. Tu, che a creare immagini sei così bravo e che a quelle dovresti affidarti. E vorrei sapere anche perché usi una simile fotografia, che non cambia di salto temporale in salto temporale, ma che appiattisce in questa maniera così assurda. Dimmelo, Tim, ti prego. Perché sarà anche un film per ragazzi, ma questo non giustifica che tu non faccia quello che sai fare meglio, quel cinema che ha fatto sognare intere generazioni, e che ti riduca a fare questi spettacolini preconfezionati destinati al mercato usa e getta come dei meri riempitivi natalizi. Spiegami come mai non hai fatto notare a Jane Goldman, la mia pin-up preferita di Hollywood, che ha creato una sceneggiatura che si basa sul nulla, dove non c'è conflitto, non c'è quella minima introspezione che richiede il comunissimo 'viaggio dell'eroe' narrativo e dei villain davvero ridicoli, spinti da motivazioni ancora più ridicole - e guarda un po', se c'è una trashata, Samuel L. Jackson ci si butta con tutto se stesso. Forse, caro Tim, avrei dovuto vedere questo film senza pensare che lo hai fatto tu, ma io sono cresciuto con l'idea che tu fossi un Autore, di quelli con la A maiuscola, che anche in film meno memorabili (uno a caso, Il mistero di Sleepy Hollow) riusciva a far vedere quanta passione ci metteva nel progetto, e il seguirti in tutti questi anni richiede una minima ricompensa, che non sta nel fare film sempre belli, ma film in cui fai riconoscere il tuo tocco. Perché qui non lo ho avvertito minimamente. Quindi uno di noi due deve essere invecchiato abbastanza male, mi sa.

La mia parte razionale sta ghignando, perché come al solito ha avuto ragione. Ma l'adolescente che è in me cerca ancora quella casa e spera di trovarti dentro, prima o poi...


Voto: ★ ½

6 commenti:

  1. Il Tim della nostra adolescenza è bello che andato ormai, questa nuova versione di Burton su commissione è tutto quello che ci resta. Cheers!

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    1. "Burton su commissione"... mi hai fatto male T.T

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  2. Non mi inuriosisce per niente, e adesso che ho letto la tua recensione ancora meno!

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    1. Brutto da dire, ma... risparmia tempo e soldi per altro.

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  3. Ammettilo che soffri del disturbo della doppia personalità, Jack. Non dare la colpa al povero Tim! XD
    Scherzi a parte, io capisco queste tue sensazioni contrastanti, e soffro per le tue stesse ragioni, ma non riesco a vedere Burton come un regista che fa film su commissione. Piuttosto lo vedo come un regista più grande e meno libero da se stesso. E fa male, prosciuga molti cuori questa cosa. Soprattutto il mio.

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    1. O forse è l'insieme delle due cose... ancora più triste, da una parte.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U