mercoledì 11 gennaio 2017

The handmaiden - Agassi


Ho uno strano rapporto che mi lega con quella bella personcina che risponde al nome di Park Chan-wook. Vi avrò ben parlato del suo Oldboy e come questo sia uno dei miei film preferiti di sempre, ma di questo simpatico coreano dopo Lady Vendetta (obiettivamente bello quanto il predecessore, per alcuni migliore, per me invece sono due cose nettamente diverse - il tassello centrale della Trilogia lo amo per questioni affettive) in qualche maniera ho sempre cassato le opere. Da una parte lo capisco, dopo un simile Trittico credo che molti si sarebbero ritirare per vivere di sola gloria, mentre lui ha continuato, anche se con dei risultati per me molto discutibili. I'm a cyborg but that's ok nella sua indiscussa originalità mi è sembrato davvero inconcludente, Thirst un mezzo pastrocchio confusionariamente ambizioso e Stoker... beh, su quello ho fatto delle belle guerre in passato, ma proprio non mi  piaciuto, anche se l'ho trovato davvero affascinate, forse il suo capolavoro visivo. Non c'è da stupirsi quindi se attendevo questo film con una certa ansia, perché i presupposti per un suo ritorno in grande stile c'erano tutti, e poi avere l'occasione di vedere un film coreano per me è sempre un motivo di festa.

Nella Corea invasa dai giapponesi, la giovane Sook-hee viene mandata come badante nella dimora della misteriosa Lady Hideko. In realtà...

A Park Chan-wook piace molto fare la trasposizione di opere estere. Oldboy era tratto da un manga (un fumetto giapponese, quelli coreani sono i manwha), Thirst dal Therese Raquin di Emile Zola e infine questo dal romanzo Ladra della gallese Sarah Waters, con le dovute modifiche per poterlo ambientare fra Corea e Giappone. Ritorna al thriller, il genere che ha dato successo a lui e a molti altri suoi connazionali, ritorna al suo stile ricercato ma questa volta più canonico e anche alle atmosfere morbose, malate, alle situazioni grottesche che comprendono anche una sessualità insana, quasi deviante, in grado di mettere a disagio quanto più la storia stessa che sta raccontando riesce già a fare. Insomma, molti lo annunciavano come il ritorno in grande stile del cineasta che aveva sconvolto Cannes nel 2003, me compreso, eppure anche a questo giro la delusione è arrivata in minima parte. Non voglio fare paragoni con le opere passate, trovo sia stupido e limitante, ma dopo un poco credo che venga naturale chiedersi come mai un autore che è riuscito a fare due film che nella mia vita hanno contato così tanto non riesca più a crearmi dentro delle emozioni così contrastanti, e che questo sia il risultato più omogeneo che gli è venuto negli ultimi tempi la dice lunga sulla cosa. Agassi non è un brutto film (chi lo dice credo non abbia mai visto un film brutto in vita sua), anzi, intrattiene che è un piacere e nonostante il ritmo che non può dirsi dei più frenetici non ti fa staccare gli occhi dallo schermo, ma è davvero scombinato. Tutto sta sempre nel nome del suo realizzatore, perché a una certa credo sia logico andare a vedere un film dietro al quale sta un certo nome, così come leggere il libro di un determinato scrittore, e aspettarsi che abbia qualcosa in più. Magari che non sempre dia il massimo, perché i cali col proseguire della carriera sono fisiologici, ma almeno vedere che in quello che la data persona ha realizzato sta sempre un piccolo particolare che racchiude il suo modo di vedere il mondo e le cose - ecco perché continuo a seguire Woody Allen, ad esempio - cosa che qui purtroppo non accade. A questo giro Park Chan-wook racconta una storia, una bella storia, ma poco altro. Abbandona i suoi esagerati manierismi per uno stile molto più misurato e tradizionale, senza però sacrificare tutta la sua raffinatezza estetica, ma il problema sta in quello che racconta. Pochissimi sottotesti, tutto resta fermo a quella raffinatissima messa in scena che serve solo ad accompagnare una storia coi suoi twist e i suoi colpi di scena, aggiungendoci qualche scabrosità e una storia d'amore saffica che sembra spuntare dal nulla, tanto che alla fine non si capisce bene a che tipo di pubblico voglia rivolgersi. Perché è vero che non tutti potranno digerire certi aspetti della pellicola (che spiace dirlo, scade in quelle che ormai possono essere delle gergali coreanate, se mi passate il termine), ma gli intenti sembrano quelli di essere un classico thriller erotico d'ordinanza come molti altri. E in questo funziona bene, tutti i colpi di scena sono inaspettati e il finale, per quanto non esplosivo, non ero riuscito minimamente a calcolarlo, quindi da quel punto di vista centra perfettamente il bersaglio. Ma resta sempre in sottofondo una vaga delusione, un aspettarsi di più e, spiace dirlo, un sentirsi minimamente traditi, nonostante il risultato sia tutto sommato dignitoso. Perché sì, Park, io mi aspettavo uno scossone che anche nei tuoi ultimi risultati c'è sempre stato, un cercare di far vedere le cose in maniera diversa che qui manca del tutto. Ci hai dato la bellezza, ma da sola non basta. Perché è vero che in molti dicono che sarà la bellezza a salvare il mondo, ma per me a salvarlo è ciò che essa si porta dietro.

Tre stelle, perché la storia regge e formalmente è davvero eccelso. Ma non fatevi ingannare. Da chi ha saputo sfornare due capolavori di fila, esigo di più.


Voto: ★★★

6 commenti:

  1. Capisco il tuo punto di vista, ma il film mi ha conquistato lo stesso, Park gira in un modo di cui è capace credo solo lui, devo ancora elaborare tutte le idee, ma mi è sembrato un ritorno in grande stile del nostro coreano preferito. Cheers!

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    1. Più che altro, un ritorno "in stile". E comunque sì, come gira lui proprio nessuno, l'eleganza non la perde manco a volerlo.

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  2. "Coreanata" lo proporrei come DVD quote. Semplice, minimale, sintetico, completo :D

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    1. Spiace dirlo, ma certe volte ci sono dei cliché geografici che finiscono per dare quasi fastidio, alla lunga...

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  3. Anni fa ho amato molto il romanzo a cui il film si ispira - Ladra, che ha ispirato anche un'attenta miniserie BBC - quindi la trasposizione non so come la vedo. Il regista mi piace (anche con Stoker, pensa), però le "coreanate" meno. Ti dirò. :)

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    1. Credo sia uno dei commenti più tormentati mai apparsi su questo blog XD

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U