domenica 5 febbraio 2017

Il fuoco della vendetta - Out of the furnace

 

E ritornano loro, i momenti di magra (no, non quelli che pensate voi, quelli sono costanti), quelli del "mordi o fuggi", dove in tv non danno più film decenti e allora tanto va la gatta al lardo che Christian Bale se magna pure quella perché deve mettere su chili per il nuovo ruolo. Ancora la biblioteca e, come spesso accade ultimamente, si va sempre sui film 'pane e salame' (quello che se deve magnà sempre Bale, che certe volte ci fa preoccupare), quelli crudi, sporchi e anche un poco violenti che mi piacciono sempre. Forse dovrei fare il mega recuperone in attesa degli Oscar, ma di vedere film solo perché bisogna in data di un certo evento (e diciamocelo bene, degli Oscar mi è sempre importato poco o nulla) non mi va. Molto meglio un altro tipo di recupero, tipo quei film che vuoi vedere da tempo ma che a causa di diversi fattori, tipo la mia innata pigrizia, non ho mai recuperato. Quindi oggi sotto a Il fuoco della vendetta, una pellicola che dentro ha alcuni dei miei attori preferiti di sempre e che solo per questo avrei dovuto vedere già al momento dell'uscita.

Russel Baze è un operaio che sogna di formare una famiglia con la fidanzata Lena. Peccato che tutti i suoi sogni vengono infranti quando, da ubriaco, uccide in un incidente due persone. Scontata la pena in carcere per omicidio colposo, scopre che Lena si è sposata e aspetta un figlio da un poliziotto, e che il fratello Rod, reduce dall'Iraq, è invischiato in uno sporco giro di lotte clandestine...

Il titolo italiano può dare una certa confusione, perché è uguale al sottotitolo di Man on fire del compianto Tony Scott - e il fratello Ridley, guarda caso, è produttore di questo film insieme a Leonardo DiCaprio, inizialmente in lizza per il ruolo principale. Quindi se volete vedere il film basandovi solo sul titolo, devo dirvi che Out of the furnace è una pellicola totalmente differente, sia negli intenti, che negli sviluppi e persino nella messa in scena. Pur avendo convinto grossomodo quasi tutti alla propria uscita, è stata accolta in maniera molto ambivalente, fra chi lo definiva un mezzo capolavoro e chi lo criticava per essere fin troppo canonico ma, siccome qui siamo di bocca buona e valutiamo le cose secondo un criterio personale, sentenziamo senza mezzi termini che nonostante sia innegabile che non si tratti di un film perfetto o destinato a fare la storia, a noi è piaciuto davvero molto. Mi è piaciuto come mi possono piacere le storie oneste e coerenti con se stesse, e questa lo è a tutti gli effetti. Scott Cooper fa parte di quella schiera di registi che hanno preso molto da un tipo di cinema indie americano e che usano questa visione per ritrarre un'America dimentica dei propri figli, concentrandosi sugli aspetti più urbani e degradati della città di periferia. Pur non avendo un protagonista che eccelle per memorabilità, rischio comune quando si ritrae un uomo medio come tanti, questo suo essere particolarmente anonimo in certi momenti è totalmente capovolto di fronte alla dualità che instaura col fratello: uno, Russel, un uomo dedito al lavoro e a un'ideale di vita tranquilla e onesta, mentre l'altro, Rod, un soldato che rientrato sconvolto dalla sua esperienza in Iraq e che si è ritrovato abbandonato dal paese che ha giurato di difendere, con un impulso autodistruttivo che lo porterà a fare tutto ciò che dà inizio al vero svolgersi del film. Si tratta di due uomini che trovandosi di fronte al nulla delle loro vite reagiscono in maniera diversa, ma dopo la prima ora arrivano i veri guai e le cose cambiano, dimostrando uno stravolgimento decisamente efficace e che mi ha catturato in ogni suo aspetto. Out of the furnace inizia come dramma urbano, per trasformarsi poi in un film di vendetta infarcito di una buona dose di crime, dove non ci vengono risparmiate qualche ingenuità ma nemmeno dei colpi bassi che mi hanno fatto star male per i protagonisti. Questo non è un film che si basa tanto sulla storia - a tratti anche prevedibile - quanto sui personaggi e, più che a Cooper, decisamente un regista bravo con la macchina da presa e capace di enfatizzare i momenti salienti con un gusto e una delicatezza non comuni, gran plauso va fatto agli attori. E torniamo quindi a parlare del cast di cui sopra. Basta da sola la violenta intro con un Woody Harrelson in splendida forma per farci capire quanto siano i personaggi a farla da padrone, oltre al fatto che sarà lui a rubare la scena a tutti, anche se Christian Bale si dimostra capace di dare un'intensità superiore a quanta può averne il suo personaggio sulla carta con un solo sguardo. Se poi a tutto questo mettete anche Willem Dafoe, anche se in una parte davvero risicata, il gioco è fatto. Ne esce un film compatto, sorretto da delle interpretazioni eccelse e da una narrazione solida, sporca e che si prende tutto il tempo necessario sul finale, rendendolo davvero teso. Ed è proprio quel finale, sempre nella sua 'normalità', a dare valore aggiunto a un film già bello di suo e capace di tenere incollati alla poltrona. Una 'semplice' storia di vendetta diventa un dramma sulla solitudine, quella in cui versa quella parte ignorata d'America e nella quale, a vendetta ultimata, fuori da quella fornace ormai sulla via del fallimento che assume più di una valenza metaforica, Russel finirà per immergersi. E lo fa con un'inquadratura finale di struggente bellezza e semplicità, alla quale è possibile affibbiare più di una interpretazione. Poco male per "un film come tanti".

Se non si fosse capito, qui è piaciuto molto e lo consigliamo. Ovviamente chi ci viene a dire che è un film noioso sarà bollato come hipster a vita.


Voto: ★★★ ½

8 commenti:

  1. Mi è piaciuta molto la prova di Woody Harrelson, che ogni volta si mangia i film in cui compare, ho apprezzato i Pearl Jam in apertura, ma a distanza di tempo, del film ricordo pochino, non che sia brutto, anzi, dovrei rivedermelo. Cheers

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    1. Harrelson sempre immenso, quello sì. Col tempo credo che molti aspetti li dimenticherò pure io, però i dettagli dei quali ho parlato... quelli mi resteranno impressi per molto tempo.
      E' un film fatto di personaggi e dettagli.

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  2. A me è piaciuto molto: non perfetto, ma di gran pancia.
    Concordo su chi lo bolla come noioso. ;)

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    1. Ford è sempre una garanzia nelle guerre giuste ;)

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  3. Non ricordo molto, comunque ecco la mia recensione del 4/09/2015:
    Il fuoco della vendetta (USA, 2013), Russell (Christian Bale) e il fratello minore Rodney (Casey Affleck) vivono nella zona economicamente depressa della Rust Belt. Da sempre sognano di scappare e di trovare una vita migliore ma, quando uno scherzo del destino porta Russell in carcere, Rodney viene attirato in uno dei giri criminali più violenti e spietati del Nordest degli Stati Uniti. Una volta rilasciato, Russell dovrà scegliere tra la propria libertà o il rischiare tutto e ottenere giustizia per il fratello. Un film riuscito, dalla confezione estetica di struggente e malinconica bellezza. ma non si distingue per originalità né della narrazione né della messinscena. Out of the Furnace è un film di intensa atmosfera, creata attraverso un uso sapiente delle luci, della fotografia livida, delle ambientazioni desolate in una cittadina industriale di quelle che toglierebbero a chiunque la poesia (e proprio per questo hanno una loro poesia disperata). E a dispetto del titolo (che significa "fuori dalla fornace" e fa riferimento all'acciaieria, cuore pulsante della cittadina e strumento di sopravvivenza per l'intera comunità), racconta i suoi personaggi, nessuno escluso, come immersi in un inferno incandescente dal quale è difficile uscire vivi. Complessivamente si tratta di un prodotto mediocre, senza infamia e senza lode, anche se indubbiamente supportato da validissime interpretazioni di Bale, Harrelson e Affleck. Ben confezionato (con DiCaprio come produttore esecutivo) ma non incisivo.

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    1. Mi spiace non ti sia piaciuto :( con me ha vinto facile, è proprio il mio genere di film. Però nel suo non dire nulla di nuovo ha dei momenti e dei personaggi che me lo hanno fatto amare.

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  4. Io l'avevo trovato taaaaaaaaaaaaanto prevedibile. Pure troppo.

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    1. Che non sia il massimo dell'innovazione è lampante. Però mi sa che una questione di sensibilità. A me, i punti in cui ha funzionato, sono arrivati molto, tanto da surclassare gli innegabili difetti.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U