martedì 21 febbraio 2017

L'evocazione - the conjuring


Anche se non ne parlo spesso, non ho mai nascosto che a me l'horror piace molto - ne ho addirittura scritto uno e voglio scriverne altri. Il fatto è che è un genere su cui sono molto schizzinoso e, proprio perché in realtà mi piace molto, per convincermi a guardarne uno ci vogliono parecchi fattori in gioco. Perché diciamolo pure, senza fare i cagacazzi a vuoto, di horror decenti ce ne sono pochi in grado di farli. Molto semplicemente, tre quarti degli horror in sala non fanno paura, non portano a nulla e, soprattutto, dato che il genere è nato proprio per quello, non mettono in luce nessuna paura del presente. Però non mancano mai dei piccoli casi e, se nella nicchia della blogsfera tempo fa era emerso It follows (che comunque, pur essendo ampliamente sopravvalutato, in più di una scena mi aveva dato proprio quello che cerco in un horror), insieme ai più riusciti The witch e Goodnight mommy, non mancano pure i grandi casi. Uno di questi è proprio The conjuring, film horror a basso budget che è iniziato con l'intento di diventare un franchise del genere (con tanto di spin-off allegati) attingendo alle figure dei criminologi del paranormale Ed e Lorraine Warren, che ha avuto un enorme successo e mi è stato consigliato da molti.

Carolyn e Roger Perron si trasferiscono insieme alle cinque figlie in una nuova casa nel Rhode Island, che però è posseduta da una presenza demoniaca. Quando strani eventi cominciano a manifestarsi, chiedono l'aiuto dei coniugi Warren...

I Warren sono un fenomeno tipicamente americano, molto famosi (e contestati) in patria ma da noi non molto conosciuti. Dalle loro missioni sono stati ispirati numerosi film, fra i quali il cult Amityville horror e Il messaggero, oltre che la serie tv Enfield: oscure presenze. I casi di cui si sono occupati sono oltre diecimila e sul tema hanno scritto numerosi libri, oltre che inaugurato l'Occult Museum e fondato la New England Society for Psychic Research, chiamando come aiuto individui delle più svariate estrazioni sociali, razziali e culturali. Non è un caso che James Wan, novello enfant prodige dell'horror americano, abbia deciso di lanciare un franchise sulla figura di questi due sposini molto atipici e, lo ammetto, le possibilità per far venire fuori qualcosa di molto carino erano notevoli (anche se personalmente avrei visto meglio una serie tv). Per il film di lancio, costato solo venti milioni di dollari, si è ispirato al caso della famiglia Perron, reinventando alcuni aspetti e calcando pesantemente la mano sul finale. Infatti i tempi sono stati accelerati per le necessità cinematografiche, dato che i Perron sono stati in quella casa per più di nove anni prima di rivolgersi ai Warren, e ovviamente il finale con tanto di esorcismo improvvisato non è mai avvenuto - almeno, con quelle dinamiche - ma sinceramente, dell'attendibilità ai fatti mi importa ben poco, dato che questo film non è un biopic e si ispira solamente ai fatti in maniera molto libera e spettacolare. Il vero problema però è Wan, non il pupazzone di Bimbumbam, ma proprio il regista, che sinceramente non riesco a farmi piacere in nessun modo. Non ho amato il suo Saw - l'enigmista (davvero, ho previsto il finale e così è andata per i capitoli della saga che ho visto), mentre Insidious mi ha lasciato totalmente indifferente (sembro essere uno dei pochi a pensarla così, comunque), quindi speravo che questo capitolo d'apertura dei Warren files, visto tutto il riscontro positivo ottenuto, servisse per convincermi che Wan come tecnico è molto maturato e finalmente è riuscito a creare qualcosa di davvero suggestivo. Invece anche stavolta ne esco vagamente deluso, anche se non del tutto come negli altri casi. E' un film decisamente meno pretenzioso, conscio dei propri limiti e che vuole sono fornire un intrattenimento di durata canonica, e per questo, vista anche la sua apertamente dichiarata natura di franchise, lo si rispetta. Peccato che ad essere canonico sia anche tutto il resto perché, ad ogni svolta di trama, ogni passaggio, presenta un canone tipico del genere horror della casa infestata. Wan stesso ha dichiarato di voler fare un film d'atmosfera vecchio stampo e, spiace dirlo, vecchio è il termine giusto per classificare questo film, così debitore di un certo cinema degli anni Settanta e Ottanta da presentarsi un po' fuori tempo massimo ai giorni nostri - è del 2013, ricordo. Il che non lo rende un brutto film, ha ritmo, non annoia e, per quanto Wan sul lato tecnico mi dia sempre un sacco di dubbi, tiene botta fino alla fine senza dare una sensazione di stanca nemmeno nella parte centrale, punto dolente di molti narratori. Però finisci la visione che ti rimane dentro davvero poco. Non approfondisce troppo i personaggi, sia che si tratti della coppia di protagonisti (e lasciatemelo dire, la storia dell'esorcismo andato male è gestita davvero alla carlona) o della famiglia che si ritrova nella casa infestata, e lo stralcio finale sul 'momento happy family' mi ha fatto davvero cascare le braccia. Nemmeno l'esorcismo osa più di tanto, non inquieta e non è nemmeno troppo audace nelle nefandezze visivo/fisiche del demone. E tutto questo non lo rende per forza un brutto film, ma una visione che può essere anche piacevole per alcuni, solo che chi vuole un po' di più non avrà molti motivi per ricordarla.

Forse darò una chance al seguito e anche allo spin-off Annabelle, chi lo sa. Ma so che da oggi da Wan smetterò di pretendere più di quello che può dare...


Voto: ★★ ½

8 commenti:

  1. Annabelle è ancora peggio, mentre il seguito è uguale, ma con un minutaggio maggiore, vedi te. Mi permetto di dirti questo solo perchè la pensiamo uguale su questo film, ormai un abitudine ;-) Cheers

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    1. Siamo due linee parallele che viaggiano spedite, bro!

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  2. No, se non ti è piaciuto questo evita tranquillamente Annabelle, parecchio inferiore (anche se a me ha fatto più paura ma per motivi ovvi...).
    Il problema sta un po' dove hai detto tu all'inizio: non è che non escano più horror validi, anzi, l'horror è vivissimo e lotta con noi, solo non arriva quasi mai al cinema (bellezze come Trash Fire, Nina Forever, El cadaver de Anna Fritz, giusto per citare quelli che ho visto ultimamente).
    L'ultimo degno di nota, a parte The Neon Demon che horror non era, e a parte The Witch, è stato il seguito di Ouija. Fossi in te terrei d'occhio l'imminente The Autopsy (of Jane Doe ma il titolo italiano si è fermato lì) che dovrebbe uscire a metà marzo e che mi è piaciuto davvero molto.

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  3. A me questo - come il seguito - sono piaciuti, e non poco per essere horror mainstream.
    Annabelle, invece, è una vera porcata.
    Evitalo. :)

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    1. Ci sta che piaccia, ma si confonde in mezzo a mille altri titoli similari :/

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  4. Ciao, personalmente ho trovato il seguito superiore a questo e mi sento di consigliarlo. Tecnicamente mi sembra molto ben fatto, con qualche cliché (anzi chiamiamolo trope..) ma sempre coinvolgente, ben recitato e con trovate registiche niente male.

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    1. Registicamente ho preferito di gran lunga "Sinister", ti dirò. Wan tira fuori dei bei momenti, ma mi sembra che oltre quelli non vada mai oltre e i cliché (che giustamente citi) alla fine diano la mazzata finale...

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U