giovedì 30 marzo 2017

Eden lake


Una delle cose che mi spaventa più di ogni altra è il diventare padre. Mi spaventa perché ho una paura maledetta del mondo in cui vivo e delle persone che lo abitano. Confusionario, sanguigno, nonsense... ma soprattutto, cattivo. E dove non c'è la cattiveria, ecco che viene l'indifferenza, uno scudo che i più adottano per non essere intaccati dalle brutture altrui - che già le proprie sono una bella rottura e pure i medici alla fine vengono pagati per prendersi cura della gente. Penso che la sfida più grande non sia riuscire a crescere un figlio buono, non cattivo, quanto un figlio che riesce a tenersi fuori dalle magagne o dalle compagnie sbagliate e che al contempo riesce ad avere quel minimo di empatia per fare quelle piccole azioni che possano far pensare che il mondo non sta andando a puttane del tutto. Tutte cose che mi sono venute in mente recuperando questo Eden lake, già da un po' definito come uno dei migliori survival dell'ultimo decennio.

Jenny, un'insegnante d'asilo, parte col fidanzato Steve per un week end da sogno al lago. I due passano tranquillamente le vacanze fino a che un gruppo di teppistelli non li prende di mira...

Da una trama così non mi aspettavo nulla di che, sarò onesto, infatti l'ho visto (col mio solito ritardo) più che altro per il grande clamore che aveva suscitato all'epoca. Forse è perché non avevo alcuna aspettativa che mi ha colpito così tanto, o forse perché è davvero un grande film. Sì, un grande film, non sto scherzando. Sono ancora qui con un'ansia che non provavo da diverso tempo e che credo mi accompagnerà per molto tempo, e fra un tremolio e l'altro non posso fare a meno di interrogarmi su come cacchio ha fatto Watkins poi ad andare su una roba come The woman in black, quanto questo suo esordio è quanto di più cattivo, sadico e socialmente scomodo che possa esistere. Senza fare decostruzionismo alla Cabin in the woods, Watkins prende quello che è lo spunto basilare di mille altre pellicole a tema e impalca una struttura semplice e quasi essenziale, ma che stranamente non riesci più a dimenticare. E' un film sporco, di una violenza quasi inaudita e che, per davvero, riesce a mettere paura, con un trucco degno di Hollywood ma senza mostrare frattaglie e gogo. E' un film imperniato sulla figura familiare, su come il disagio che alberga in essa si riversi sui figli e come i frutti alla fine maturano in una spirale di violenza folle, insensata e proprio per questo insostenibile. Ci sono tutti i cliché del genere, ribaltati con un'ottica che ha dell'incredibile nella sua semplicità ma che dimostrano un'intelligenza di scrittura più unica che rara. Non ci sono colpi di scena, i giovani killer vengono palesati fin da subito (è il caso di usare il termine "alla luce del sole", perché quasi tutto il film si svolge di giorno), è già annunciato dalle inquadrature che saranno loro a dar filo da torcere alla coppietta, e tanti altri piccoli dettagli messi sapientemente in scena prima porteranno a un escalation di violenza inaudita, anche se a tratti con delle dinamiche forse troppo debitrici al genere - ma davvero, pochissima cosa, per me. C'è tantissimo in questi novanta minuti e c'è tutto nella giusta dose, questa è la cosa più incredibile, così come è pazzesco che tutto si dirami da un plot così scarno. Ma a colpire è soprattutto la perizia tecnica, quella fotografia che sembra far aleggiare fin da subito una minaccia, quel modo di rappresentare la violenza così brutale pur senza eccedere... una cosa che non riesco a spiegare a parole, bisogna proprio vedere questo film e viverlo, perché raramente ci troveremo a provare una simile empatia per una protagonista. E nel suo proseguire, Eden lake rivela quello che è realmente, un disincantato ritratto di una gioventù (britannica, ricordo, da loro il bullismo è stato per anni allarme sociale) che vede nella violenza l'unica fuga, lascito di famiglie violente che hanno riversato su di loro questa malattia caratteriale e, sempre da parte delle stesse, una chiusura e un eccessivo protezionismo che ha portato a galla i veri mostri in quelli che sono per eccellenza, nello stereotipo, il ritratto dell'innocenza: i ragazzini. Ma è proprio all'interno di quel baby branco che si consuma anche il passaggio più angosciante, regrediti allo stadio animale mostreranno tutti i sintomi del comando, fino a che il loro leader non arriverà a riversare la medesima cattiveria anche sui suoi stessi sottoposti. E in tutto questo abbiamo la coppia di vittime, un Fassbender che già allora (era il 2008) dava segno di tutta la propria bravura, e una Kelly Reilly bellissima come non mai che da donna da difendere diventa la vera parte attiva. Si va avanti così, fino a quel finale che chiude perfettamente un cerchio angoscioso e angosciante, con un tono beffardo e un'ironia nera che in pochi minuti sublima tutto l'orrore visto prima. "Le colpe dei padri ricadono sui figli", cita l'Antico Testamento, e dalle colpe dei mostri del passato hanno luce i mostri del presente. Ma un mostro non sempre riconosce un suo simile...

Volevo un film che mi desse della vera tensione e l'ho avuto. Per un poco però mi sa che vado avanti di sole commedie romantiche.


Voto: ★★★★

13 commenti:

  1. Sai che dopo la prima volta non l'ho mai più riguardato? Come te, ho provato un'angoscia devastante, che forse mi porto ancora dietro quando vedo ragazzi dell'età dei mostri dipinti nel film. Perché, purtroppo, quelle vicende non appartengono più alla sfera dell'horror e anche io ho il terrore di mettere al mondo un figlio scemo (o meglio, incapace di resistere alla scemenza altrui), sono sincera.

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    1. Guarda, un'affermazione simile mi da capire che la mia paura è condivisa :D e vorrei ben vedere...
      Comunque manco io avrei il coraggio di rivederlo.

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  2. Un giorno colmerò a mio volta la lacuna su questo film, la trama è ancora attualissima, ma solo perché il mondo nel frattempo non è migliorato, Kelly Reilly poi è sensualissima, peccato che si veda pochino nei film. Cheers!

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  3. Film pazzesco, che mette addosso un carico da novanta di disagio e sensazioni non piacevoli.
    Anch'io, pur avendolo comprato, non l'ho più rivisto.
    Tostissimo perchè, purtroppo, non porta sullo schermo altri mostri se non l'Uomo.

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    1. Sintesi perfetta! Quel finale, poi...

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  4. Passo grazie, nonostante le recensioni positivissime lette praticamente ovunque non è per me..

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    1. Ha messo a dura prova pure mew, che sul fattore tensione non sono proprio un sensibilone, quindi...

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  5. visto anni fa, mi ha colpito molto, il regista è talmente bravo da risucchiarti nella storia che ti lascia letteralmente incollato alla poltrona, e scusate se è poco...è certamente uno dei migliori horror recenti.

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  6. Gran bella rece. Per me, lo dico senza remore, è un capolavoro di genere, fatico a trovarne 5,6 migliori nel suo in questo millennio.
    E sì, angosciante come quasi nessuno. Io, come ho scritto, ad un certo punto tifavo "contro" la protagonista, non ce la facevo più, che finisse.
    E sì, incredibile che poi abbia fatto quel brutto film che è TWIB.

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    1. Madonna... non ho visto gli altri, ma spero che questo non sia un proverbiale canto del cigno...

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U