lunedì 13 marzo 2017

T2 - trainspotting


Più vado avanti con gli anni, più mi rendo conto di quanto la nostalgia la faccia da padrona. E non mi riferisco al fatto che più di una sera mi piazzo davanti a YouTube ascoltando le canzoni dei cartoni animati che guardavo da piccolo (vi prego, non giudicatemi...), ma proprio perché nell'ultimo periodo l'industria dell'intrattenimento ci ha piazzato più di un prodotto che sembra più intenzionato a raccattare vecchi fan che a dire qualcosa di proprio. L'esempio più lampante che mi viene in mente è Jurassic world, un film dove il momento più emozionante era quando sentivi il main theme di John Williams, ma che poco altro aveva da offrire sia in termini di resa qualitativa che di spettacolarità. Non parliamo poi de Il risveglio della Forza - guarda un po', ancora John Williams nella colonna sonora - che ha scatenato un vero putiferio di proporzioni quasi governative. Sapere quindi che addirittura un film generazionale come Trainspotting ha un suo sequel, vent'anni dopo che scosse i cinema di tutto il mondo, mi ha stupito solo fino a un certo punto.

Mark "Rent" Renton, vent'anni dopo la propria fuga, ritorna nella città Natale e ritrova le vecchie compagnie...

La cosa che in realtà mi scuote maggiormente di questa "nostalgia marketing" che sembra essersi scatenata sui grandi schermi e che gli spettatori stessi non vogliano altro. Ci si lamenta che al cinema si va a vedere sempre le stesse cose e, dopo anni, pure i film della Marvel stanno cominciando a sentire i primi malcontenti, ma quando si toccano i cult allora ecco che tutti perdono il controllo e godono nella strizzatina d'occhio continua. A me le strizzate d'occhio non piacciono, preferisco farle (anche se con risultati deludenti), per il semplice motivo secondo me ogni opera, per quanto sequenziale, debba vivere di luce propria, cosa che invece accade raramente. L'unica eccezione nel mainstream mi sembra essere proprio Harry Potter. Questo T2 purtroppo non lo è, ma le problematiche sono davvero a monte. Vorrei dire che ho visto il film pochi giorni fa e non ricordo quasi nulla, ma mentirei. La realtà forse è quasi peggiore, ovvero che pur ricordando il film (grazie eh, non sono ancora arteriosclerotico) ho la sensazione di non ricordarlo per nulla. Questo forse perché per me il capostipite non ha inciso così profondamente come ha fatto per altri, oppure perché molto banalmente è un film che ha poco da dire e lo fa pure male. Ironicamente però ha una struttura filmica più coerente del predecessore, Boyle ha ripreso ancora degli estratti da Trainspotting e ci ha aggiunto qualche spruzzatina di Porno, il seguito che Welsh ha dato alle stampe nove anni dopo, tralasciando tutto il contraltare cinematografico che ne veniva fuori e proseguendo su una strada autonoma. Tutto questo non è per forza un male, anzi, sottolineo sempre che la fedeltà assoluta al materiale di partenza non è minimamente necessaria e anche se questo fosse stato un seguito non ufficiale, di fronte a un lavoro ben fatto mi sarebbe andata bene lo stesso. Il problema è che T2 è un film che parte con degli intenti buonissimi, ma è profondamente sbagliato nella struttura, nella messa in scena e pure nel finale. Siamo tutti d'accordo che Trainspotting è stato un film sì memorabile, ma fortemente ancorato al suo tempo e per certi versi si è trattato di una botta di culo mostruosa, ma che ha saputo fotografare con estrema lucidità (sembra un gioco di parole) un periodo storico e tutta la deriva che ne seguiva. Aspettarsi il ripetersi del miracolo mi sembra eccessivo, ma comunque fare di meglio era perfettamente possibile. I tempi sono cambiati, i personaggi si sono fatti adulti come hanno potuto e persino la società che li circonda vara su altre basi. La parola chiave sembra essere rimasta sempre la stessa, fuga, perché se Trainspotting iniziava con Renton che correva braccato da dei poliziotti, qui lo vediamo invecchiato su un tapis-roulant, ma il tempo per la corsa sembra essere finito. Il problema principale del film è lo stesso del suo personaggio, vorrebbe correre ma inciampa sempre su se stesso, offrendo un primo tempo quasi inesistente e un secondo sconclusionato, affrettato, mal diretto e così desideroso di essere estremo quanto il primo da risultare unicamente ridicolo. Non ho mai avuto particolari simpatie per Danny Boyle, ma almeno ho sempre ammesso che riusciva a creare un'unità filmica a volte più interessante del lungometraggio stesso (la proverbiale confezione più interessante del contenuto)... qui invece manco quello. Inquadrature di rara bruttezza, capeggiate da una fotografia decisamente straniante (in senso negativo) e, soprattutto, l'incapacità di riuscire a dire qualcosa di nuovo. Perché posso capire che sia un film che parla, tra le altre cose, del diventare adulti e di fare i conti col passato, ma se anche tu regista attingi interamente da quel passato, tanto da rielaborare persino quel "choose life" che i fighetti dei social ci hanno fatto uscire dalle orecchie, allora qualcosa non va.

O forse è un modo implicito per dirci che i nostri tempi sono così scadenti da dover fare a tutti i costi un film così...


Voto:

12 commenti:

  1. Devo ancora vederlo, quindi ho solo guardato il numero di stelline (Auch!) prometto di ripassare a leggerti dopo la visione, ma dopo quelle stellete... Cheers!

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    1. Più che altro noto che tutti trasmigrano dagli estremi opposti... e stranamente a questo giro non sto nel mezzo. Ma credo che molto dipende da come lo guardi.

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  2. Io l'ho vissuto in maniera diversa, proprio come una critica alla "nostalgia canaglia a tutti i costi", un'operazione subdola visto che Boyle cerca consapevolmente di ridurci come i suoi protagonisti prendendo per il culo noi e loro. Quindi mi è piaciuto tantissimo, non quanto il primo ma comunque abbastanza da volergli bene.
    Quanto ai cartoni... ieri ero ad un concerto di Cristina D'Avena, quindi ti capisco XD

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    1. Il primo è entrato nell'immaginario culturale, eguagliarlo era (quasi) impossibile. Peccato, quelle cose non le ho avvertire :( anzi, a tratti ero vagamente irritato...
      Pensa, un anno fa esatto ero a un concerto di Giorgio Vanni XD

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  3. Ma sai, dipende dallo spirito con cui sono realizzati questi "nostalgia-marketing": nel caso dei Marvel Movies e di Star Wars sono assolutamente d'accordo, giocattoloni insulsi creati con lo stampino e niente più. Qui invece l'effetto-nostalgia è sicuramente ruffiano, però dietro c'è innegabilmente un tocco artistico che Boyle, negli anni, non ha affatto smarrito. Come ho scritto anche dalle mie parti, penso che un sequel di Trainspotting non potesse essere fatto in altro modo che così... ma certo se non c'è empatia c'è poco da fare.

    Però, consentimi, posso capire che dopo due giorni non ti ricordi le immagini e le battute. Ma almeno la musica, la colonna sonora (fantastica!) non può non averti colpito... è impossibile! :)

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    1. Ma anche il lato artistico mi ha deluso, seriamente, certe sequenze mi sembravano davvero mal dirette :/
      La colonna sonora era gagliarda, quella si ~

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  4. "Trainspotting" a parer mio, non aveva bisogno di un seguito... anzi, esattamente il contrario!
    Era un film a se stante, senza nemmeno un genere che potesse definirlo, ad ingabbiarlo... un po' come, ad esempio, quel capolavoro di "Pulp Fiction"... e allora perché farlo?
    Forse proprio per la necessità di quella spasmodica rincorsa alla nostalgia che ci attanaglia un po' tutti... ah, non sei l'unico a passare le serate ascoltando le sigle dei cartoni animati

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    1. Ma l'idea di base - loro che fanno i conti con la vita da adulti - andava bene, ma proprio non mi ha trasmesso nulla. Certo, viene anche in un periodo dove siano saturi di seguiti vari. Tra poco tocca pure a Blade Runner...
      E la cosa dei cartoni mi consola ^^'

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  5. Guarda, io l'ho vissuto in maniera completamente diversa.
    T2 per me è il giusto seguito del primo capitolo, certo la nostalgia c'è ma forse è anche come dice Bolla.
    Quanto alla questione, c'è effettivamente un effetto sequel. Perché ormai è stato raccontato tutto, il nuovo è una pallida copia del passato, e quindi perché non ripescare ai miti recenti?
    Se fatto bene, se non rovinano il "pre" (e T" non lo fa), perché no?^^

    Moz-

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    1. Ma per me nulla può rovinare il "pre", quello resterà sempre qualunque cosa facciano. Il fatto è che qui mi ha dato un effetto di stanca incredibile, forse è solo Boyle che ammette di essere invecchiato XD

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  6. da salvare solo i the young fathers

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    1. Concordo.
      E considera che non sono proprio il mio genere...

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U