giovedì 6 aprile 2017

Rogue One: a Star Wars story


Un discorso che ultimamente mi porta a fare delle grosse litigate è quello inerente alla religione. Non so come la pensate voi, ma personalmente io, pur potendomi definire non-credente (non ateo, più che altro agnostico, perché l'ateismo è diventato mainstream), non ho nulla contro di essa. Anzi, a suo modo la trovo una cosa molto bella e non potrebbe essere altrimenti dato che sono un appassionato di mitologia. Quello he davvero mi spaventa è il fanatismo, che da come suonano molti discorsi si può trovare anche fra le file degli atei. L'estremismo è una cosa pericolosa in ogni suo aspetto, da qualunque parte della barricata ti trovi. Ti accorgi di essere un poco fanatico però quando, dopo l'annuncio della nuova trilogia di Star Wars, vai a interessarti anche alle storie parallele che vogliono fare fra un film e l'altro, anche se sai già come andranno a finire (perché si devono raccordare alla trilogia principale) 'sprecando' così due ore buone della tua vita. Sì, questo è essere un poco fanatici, lo ammetto, e la cosa mi spaventa un poco.

Galen Elso è un progettista dell'Impero ritiratosi a vita privata, costretto dai suoi superiori a ritornare al lavoro sull'arma conosciuta col nome di Morte Nera. Quindici anni dopo Jyn, sua figlia, riuscita a scappare, dovrà fare i conti col proprio passato e la Ribellione...

Ormai la Disney ha le mani in pasta ovunque. Non contenta di aver acquistato la Marvel, ha allungato le proprie grinfie anche sulla LucasFilm e, di conseguenza, anche sulla celeberrima saga stellare creata da zio Giorgione. Questo ha portato alla creazione di una nuova trilogia, che si è aperta col fallimentare Il risveglio della Forza, e siccome del maiale non si butta via  nulla hanno deciso che fra un capitolo e l'altro metteranno delle storie parallele ambientate nella galassia lontana lontana di tanto tempo fa. Il primo frammento di questi numerosi spin-off che seguiranno è proprio questo Rogue One, suggerito dall'ex tecnico degli effetti speciali John Knoll, che temporalmente sta proprio in mezzo a La vendetta dei Sith e Una nuova speranza (un midquel, parola molto brutta ma che non batterà mai il termine retcon), con tutti i pro e i contro della cosa. I pro sono sicuramente visivi, perché questa 'nuova' avventura per quanto concerne l'aspetto tecnico si dimostra molto più interessante del riavvio del re dei nerd Giei Giei Abrams, e infatti l'aspetto visivo era una delle poche cose che avevo trovato interessanti del Godzilla di qualche anno fa. Gareth Edward è uno che sa il fatto suo, questo va detto, la sua guerra stellare è sporca, quasi uno spaghetti western bellico, e infatti di un certo cinema di guerra mantiene diversi topoi tecnici come una telecamera a spalla quasi onnipresente che sembra voler prendere le distanze con l'estetica ormai collaudata delle precedenti pellicole, così come un uso della fotografia che cerca un realismo, dove concesso, quasi straniante. Toni forse troppo oscuri che a tratti lo fanno prendere molto sul serio, ma di fronte all'anonimato di molti blockbuster è una scelta che ho apprezzato molto. Però nonostante tutte queste peculiarità che identificano Rogue One come una storia a sé stante non possono mancare delle piccole problematiche dettate proprio dalla sua natura di episodio di raccordo, che proprio nel cercare di collegare tutti i punti con le precedenti pellicole crea dei momenti narrativi davvero forzati che, se da una parte faranno esaltare i fan più accaniti, dall'altra non impediranno agli spettatori più esigenti di storcere il naso. A questo si aggiungono anche dei personaggi forse fin troppo abbozzati che, nonostante Felicity Jones sia convincente e Mads "più grande attore del mondo" Mikkelsen con la sola presenza dona epicità a qualunque scena, a sfavore dell'estremismo con cui vengono caratterizzati all'inizio hanno una presa di coscienza troppo facilona dettata proprio dalla necessità di farli dirigere per forza verso una soluzione già conosciuta da tutti. E quindi, nonostante tutte le cose buone che questa pellicola riesce a dare, si ritorna all'annosa questione di un film che nel collocarsi in una mitologia ormai conosciuta o consolidata non riesce a dare un punto di vista nuovo della storia, solo un mero riattacco a ciò che tutti abbiamo amato nella nostra infanzia. Per quanto sia stata osteggiata da tutti, la Nuova Trilogia di Lucas ha avuto un finale di tutto rispetto che ha saputo mettere sotto una nuova ottica il processo che ha condotto Anakin Skywalker a diventare Darth Vader/Lord Fener, qui invece una volta terminati i titoli di coda di questi nuovi personaggi che hanno guidato la missione Rogue One ci rimarrà ben poco. E sinceramente, in un epoca dominata da prodotti inflazionati e che hanno smesso di avere un peso rilevante nell'immaginario dello spettatore (lo stesso che magari ha snobbato un gioiello come Pacific Rim - ancora non mi spiego perché è finito così presto nel dimenticatoio), il 'contentino per i fan' non basta più. Ci vogliono storie vere, non collegamenti a franchise principali, che ormai stanno diventando ristagnanti quasi quanto i remake.

Comunque mi chiedo quando possa destabilizzare gli spettatori novizi visionare in ordine cronologico tutti gli episodi e vedere lo smacco tecnologico fra un capitolo e l'altro...


Voto: ★ ½

8 commenti:

  1. Ti dirò, non mi è dispiaciuto, anche se devo dire che se lo confrontiamo con Star Wars non c'è paragone ^^ Cmq si fa volere bene ^^

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    1. Vero... però per me non è abbastanza. Soprattutto in questi ultimi anni tutti legati all'effetto nostalgia...

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  2. Dici bene “Star Wars” ormai è in piena zona fanatismo religioso, si rischiano litigate furiose se per caso dici mezza parola contro la forma del casco di Darth Vader. Mi è sembrato un film meno ruffiano di quello di GIEI GIEI, Gareth Edward ha una sua idea di cinema che mi piace molto, qui i bastoni tra le ruote della Disney si notano ma non così tanto.

    Penso e temo che “Rogue One” risulterà il meglio della fase Disney di Star Wars, perché si mette in scia all’epica di questa saga, raccontando una storia auto conclusiva, non credo che potranno mai fare più di così. Concordo anche sul salto tecnologico, il “Leila-Bot” che si vede alla fine è inguardabile. Detto questo cinque alto su Felicetta e sul virgolettato tra Mads e Mikkelsen, direi che totalmente azzeccato visto il talento ;-) Cheers

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    1. Se non l'altro lo stile visivo di Edward rimane integro e lo differenzia da tutti gli altri capitoli, quello sì.

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  3. Bhe si può approcciare star wars anche senza fanatismo, non è d'obbligo XD
    A parte ciò io ho apprezzato questo molto più di capitolo VII! Secondo me un'idea sua da portare avanti ce l'ha, non ho trovato particolari momenti forzati nella narrazione.
    Spero di più in questi così detti spin-off (che questo non lo era alla fine, molto meglio!) che nel proseguio della saga di capitolo VIII e IX

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    1. "Il risveglio della Forza" per me non è un film, ma un collage di fanservice. Fare di meglio era quasi d'obbligo morale.
      Più che altro mi piacerebbero se si slegassero dalle imposizioni della storia originale...

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    2. Vero io non ho molto sopportato Il risveglio della forza.
      Bhe lo scopo di riaprire la saga va un po' in conflitto collo "slegarsi dalla storia originale". Però dai, secondo me questo è riuscito a stare impiedi con le sue gambe, non si poggia deliberatamente su tutto ciò che era già stato fatto. Sì si poggia su qualcosa che ci era già stato raccontato, ma ce lo mostra.
      Lo trovo un concetto migliore di quello sfruttato dal capitolo VII :)

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    3. Questo poco ma sicuro. Personalmente avrei preferito che venissero coinvolte altre parti dell'universo di Lucas e che i fatti noti restassero un'eco.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U