mercoledì 10 gennaio 2018

A Serbian film - Srpski film



Miloš è un ex pornodivo serbo che ha appeso gli ammenicoli al chiodo per poter passare più tempo con la moglie Marja e il figlio Petar. La scelta però ha portato la famiglia a ritrovarsi in ristrettezze economiche e quindi, dopo la soffiata della collega Lejla, il vecchio tombeur de femme su celluloide viene a scoprire che il misterioso regista Vukmir lo vuole come interprete principale per un film da importare sul mercato estero e...


Io sono un deficiente - non che ci voglia molto a capirlo - perché quando sento parlare tutti quanti con toni entusiastici di qualcosa, finisco per ignorarlo, quando invece iniziano le lapidate collettive ecco che divento più curioso di un babbuino. Inutile negarlo, siamo tutti attratti dal brutto e sotto sotto chiediamo di essere shockati, disgustati nel profondo. Credo sia una deviazione dell'uomo moderno. Fateci caso, quando vi capita di vedere qualcosa che vi schifa, mantenete un pavido sguardo distolto oppure con la coda dell'occhio sbirciate quanto potete?
Mio malgrado, sono fatto così... ergo non mi lamento se mi ritrovo a vedere delle porcherie immani, ogni tanto. E questo Srpski film credo sia LA porcheria per eccellenza. Più o meno come mi avevano detto tutti, cosa che mi ha spinto a reperirlo con velocità record.
Risultato: lo vidi in un torrido agosto e mi ritrovai ad avere i brividi di freddo. E no, non avevo attaccato il condizionatore.

E dire che era iniziato così bene...

Eppure per la prima oretta non lo diresti. Brutto da dire, specie per i vertici di squallore che riesce a raggiungere dalla metà in poi, ma il regista e sceneggiatore Srđan Spasojević sa il fatto suo. Perché Srpski film per la prima ora riesce a sembrare un ottimo film noir che punta a una tensione d'atmosfera davvero raffinata, con un comparto tecnico che non ha nulla da invidiare alle grandi produzioni. C'è tutto: una storia che, volenti o nolenti, tiene incollati allo schermo, degli attori abbastanza convincenti e in parte, delle soluzioni visive davvero ottime e un ritmo lento ma sostenuto che rende la pellicola davvero scorrevole. Certo, ci sono un paio di scene spinte, ma visto il tema trattato erano anche piuttosto telefonate e ci si passa sopra (scusatemi l'espressione...) senza crearsi particolari problemi.
Io sono rimasto coinvolto da questo addentrarsi di Miloš per i corridoi bui del set, accompagnato da degli inquietanti cameramen muti, scene che portano con loro l'eco delle lezioni di maestri come Lynch e Polanski e che ti fanno dire che tutte le critiche mosse verso il lavoro di Spasojević sono del tutto infondate.
Poi che succede?
Eh... succede che la prima ora passa, i nodi vengono al pettine e ogni buon proposito crolla su se stesso. Fino a che non ti maledici per aver deciso di visionare questa schifezzona.

Non è così bello come può sembrare...

Qui va aperto un discorso a parte.
A me la violenza nei film non dà fastidio. Posso dire di non aver mai alzato la mani su nessuno, eppure guardo film violenti. Il mio film preferito è intriso di violenza, così come lo sono molti capolavori della storia del cinema - entro i limiti concessi dal periodo storico in cui sono stati realizzati - e, last but not least, così come lo sono pure i racconti mitologici. Dovessimo bandire tutte le opere dai contenuti violenti si dovrebbe censurare tutta la storia dell'arte, perché attingendo a piene mani dall'iconografia religiosa ci ha donato forse le migliori pagine dello splatter d'annata. La violenza fa parte dell'uomo e della vita, e di ciò parlano le storie.
Con questo non voglio dire che sono fissato con la violenza. Mi può "piacere" quando in un film è intesa in maniera goliardica, quando serve a dare atmosfera a una certa scena, quando è estetizzata... ma non quando c'è del compiacimento in essa. Non mi scuote il vedere un pugno o un'accoltellata, mi inquieta maggiormente il sapere perché sono stati inferti, cosa si porta con sé il personaggio nel compiere quel gesto. Quando manca qualcosa a giustificare la violenza o il suo abuso, non dico che l'opera sia per forza brutta o che vada censurata, ma semplicemente che è di cattivo gusto.
Dalla prima ora in poi, Srpski film di cattivo gusto ne ha a iosa.

Adesso sono uccelli per diabetici...

Penso che in molti abbiano sentito parlare della ormai celebre scena del porno neonatale, della quale vi risparmio ulteriori dettagli poiché già la nomenclatura dovrebbe dire tutto. Vi basti sapere che quella è la prima di molte sequenze similari che accompagnano tutta la seconda parte, dove il regista non si risparmia. Ce n'è per tutti i gusti: da penetrazioni orbitali, stupri (fatti con vari oggetti), pedofilia e pure incesto, in un twist finale che, se il resto del film non lo ha già fatto prima, dovrebbe far porgere molte domande circa la sanità mentale del realizzatore.
E' stato tutto questo a far scoppiare l'enorme polemica intorno al film, tanto che non è neppure stato distribuito all'estero, ricevendo consensi pressoché negativi ovunque sia stato proiettato. Io di certo non mi tiro indietro dalle accuse, perché davvero non riesco a concepire il senso di una visione simile, di una violenza così compiaciuta, oltre a non capire quale beneficio potrebbe portare alla mente dello spettatore la visione di questa pellicola.
Anzi, a una certa mi sono convinto del fatto che se ci sono stati fior di produttori disposti a finanziare una roba simile, forse la storia che Dio non esiste è proprio vera.
Non si tratta di lecito o meno lecito. La funzione artistica non deve conoscere censure, ma in vista a quanto detto prima, davvero, non riesco a trovare nulla di salvabile nei modi in cui il regista porta avanti i propri intenti. Tutto questo per dire che lo stato ce lo mette nel culo fin dalla nascita...
A' Srđan, dove ti ci manderei puoi capirlo benissimo da solo già dagli intenti del tuo film.

Ecco quello che A Serbian film cerca di fare con l'intelligenza dello spettatore.

Da quel che risulta, dopo questo film (targato 2010) Srđan Spasojević non ha più realizzato alcunché. Il film è stato pressoché bocciato in ogni dove, anche se una minima schiera di estimatori è riuscito a trovarla, e su internet era addirittura partita una raccolta firme per far arrestare il regista - e già un'iniziativa simile mi sembra penosa, termine non usato a caso, quasi quanto il film.
Io sinceramente non ne sento la mancanza.
Dopo un esordio simile non sono molto curioso di sapere cos'altro questo regista ha in... serbo.





6 commenti:

  1. Lo citi sempre, quindi speravo che un giorno lo commentassi, sono super contento dell’esistenza di questo post! ;-) Non potrei essere più d’accordo, i METAFORONI bisogna saperli usare, altrimenti scappano di mano e diventano, beh, questo film ;-) La fiera dell’esagerare per il gusto di farlo, tanto da fare il giro e diventare involontariamente comico, la mia scena (S)cult è quella dove il Rocco Siffredi Serbo con capelli alla Nino D’angelo, fugge prendendo un, diciamo ostaggio, solo che come ostaggio usa il suo attrezzo del mestiere… Mel Brooks non avrebbe saputo fare di meglio ;-) Cheers!

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    1. Oddio... avevo rimosso quella scena 😂😂 credo che stasera finirò per sognarla... 😷

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  2. Abbiamo praticamente scritto le stesse cose.
    Un primo tempo al limite ma visivamente talmente bello e denso che, pur capendo che sei davanti ad un film malato, non riesci a staccarti e ti piace pure

    Poi nella seconda parte Serbian film supera tutti i miei punti di rottura a livello etico

    punti di rottura pure alti

    e niente, l'ho odiato

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    1. Credo che nessuno abbastanza sano di mente possa apprezzare pienamente questa roba...

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  3. Non merita neanche un commento, la vera ed unica "cagata pazzesca" è questo film qui..

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U