lunedì 29 gennaio 2018

All the boys love Mandy Lane



Mandy Lane è la ragazza più desiderata della scuola. Schiva e bellissima, un giorno viene invitata dal gruppo dei ragazzi più celebri a passare un weekend nella casa in campagna di uno di loro ma, dopo una serata di alcol e sesso, i componenti dell'allegra combriccola cominciano a diminuire in maniera molto violenta...


Se pensiamo all'horror, o almeno, a quello che è definito generalmente come teen-horror, ovvero quel tipo di pellicole che hanno come protagonisti degli adolescenti scemi che vengono fatti fuori in maniera ancora più scema da un killer più intelligente di loro (non che ci voglia molto, comunque...) l'esponente più di spicco è stato senza dubbio Scream del maestro Wes Craven che, al di là di tutti i discutibili seguiti che ne sono stati realizzati, ha saputo mettere il punto di arrivo di quella tipologia di pellicole.
Ciò che ha reso speciale il film con l'assassino con la maschera di Munch è stato proprio il suo mettere alla berlina gli stereotipi di un certo tipo di horror, cavalcandoli per deriderli e fare un trattato sullo spettatore tipo. Nulla a che vedere con gli Urban legend e So cosa hai fatto che sono seguiti, che avevano cavalcato l'attenzione rinata su quel panorama, era piuttosto una riesamina fatta da uno che ha contribuito a plasmare una parte dell'horror moderno.
All the boys love Mandy Lane non riscrive nessuna regola, non rivoluziona una beneamata cippa e a prima vista è simile a molte altre cose già viste centinaia di volte. Ma fra tutti i teen-horror degli ultimi anni, è sicuramente uno di quelli più meritevoli.
Incredibilmente, ha pure del contenuto.

Scommetto che a Johnny Depp non piace questo elemento...

Onestamente non saprei proprio dire come sono venuto a conoscenza di questo film. Perché la trama non ha nulla di accattivante, Amber Heard non è un'attrice che mi fa impazzire (tranne che su quel versante) e qui da noi è passato semi-inosservato, anzi, non è stato nemmeno distribuito e si può reperire unicamente in rete sottotitolato. Certo, ha saputo ritagliarsi una piccola nicchia di appassionati, ma questo l'ho scoperto solo dopo averlo visto.
Si potrebbe dire che mi ha attirato il semplice fatto che è l'esordio alla regia di Jonathan Levine, una persona che magari non passerà alla storia come il più talentuoso dei tizi ma sicuramente come uno dei più intelligenti, perché solo una persona estremamente intelligente può aver reso guardabile e pure simpatico un progetto che sulla carta era destinato a morire come Warm bodies, e questo sembra essere il fil rouge che lo collega a questo esordio: ovvero caratterizzare un materiale di base quasi inesistente con estrema intelligenza, dandogli senso di esistere.
Perché sembra incredibile che pure una robetta simile abbia qualcosa da dire. E lo fa, magari con voce incerta e appena orecchiabile, ma se tendete l'orecchio sentirete qualcosa.
Tutto sta nel sapere usare bene ciò che si ha a disposizione, anche se è molto poco. E nella mani di un narratore capace pure un gruppo di adolescenti scemi con gli ormoni a mille può avere qualcosa da dire. Basta usare questa loro caratteristica a proprio vantaggio, e Levine (insieme allo sceneggiatore Jacob Forman) ci riesce eccome.

"Jean Jacques? Lo trovavo carino, prima di leggere le sue recensioni..."

Certe volte dico che siamo così abituati al pressapochismo che la minima cosa fatta bene riesce a stupirci. All the boys love Mandy Lane per certi versi potrebbe rispettare appieno questo pensiero, perché è inutile negarlo, ma inizia proprio come un qualsiasi horroretto estivo senza pretese. 
Levine con la macchina da presa ci sa fare e il film funziona sotto ogni punto di vista a livello tecnico. Ci si potrebbe soffermare su come i giochi di ripresa riescano a creare delle sequenze decisamente alienanti fin dai primi fotogrammi (si veda a tal proposito la scena della piscina) o come la fotografia riesca a enfatizzare i colori caldi della stagione, ma mi limiterò a dire che una volta iniziato non si riesce più a smettere di guardarlo. Al pensiero che il tutto è costato solo 750mila dollari, visto il risultato, viene proprio da spellarsi le mani per gli applausi.
Viene da applaudire molto meno mano a mano che va avanti, fino a che le cose non si fanno interessanti.
E no, non mi riferisco alle prime tette che compaiono.
Perché come può un film su dei ragazzi scemi che fanno cose sceme essere interessante al punto da mettere da parte l'assassino più intelligente di loro che li prepara per il banco salumi del discount?
Semplice: ti concentri sui ragazzi.
Non tanto su Mandy Lane, che per quasi tutti i novanta minuti di film rimane l'angelo etereo e irraggiungibile, ma su tutti quei ragazzi che - come da titolo - la amano, la desiderano, vogliono essere gli unici ai suoi occhi. Un pretesto tanto elementare e quasi banale crea le dinamiche più interessanti e intelligenti, se contestualizzate in questa tipologia di film.

"Recensioni ribelli no more...!"

All the boys love Mandy Lane parla dell'apparire, del voler dimostrare di essere più di quello che si è, della bellezza come unico ideale in un mondo che bada solo alla superficialità e all'apparenza. Nel mezzo, c'è pure un killer misterioso che vuole ammazzare tutti questi poveri gonzi.
Tutti vogliono Mandy Lane, ma nessuno sa veramente chi lei sia. Tutti sembrano essere bellissimi e intoccabili, ma più i minuti scorrono più i personaggi mostrano le loro debolezze, ciò che si nasconde dietro i loro comportamenti e tutta la rabbia che scaturisce una volta che questi vengono scoperti. Ecco quindi che il bravo ragazzo non è così bravo come può sembrare, ecco che il bulletto alla fine non ha così tanti motivi per essere sicuro di sé e via dicendo.
Stereotipi?
Certamente, e questo potrebbe essere uno dei demeriti maggiori della pellicola, ma sono stereotipi usati bene e che servono a decostruire l'immagine dell' adolescente vincente che in America sembra essere così preponderante.
A questo, una volta focalizzato quello che vuole essere il punto chiave della vicenda, va aggiunta anche la svolta thriller, che anche qui è ben utilizzata senza esagerare e si fa portatrice di una virata violenta che fa impallidire molti altri prodotti similari.
Davvero, astenersi stomaci deboli. Nulla che può far distogliere lo sguardo, ma certi passaggi sono davvero truculenti, come (purtroppo) non se ne vedono spesso nell'affollato panorama degli horror estivi, almeno quelli a tematica adolescenziale.

Chi osa parlare male di Recensioni ribelli di solito fa questa fine...

Tutto questo per dire che è un capolavoro?
Manco per sogno.
Il film fa il suo lavoro e porta avanti un discorso molto interessante senza varie sbrodolate di sorta ma, come spesso succede a ogni opera prima, si ferma sempre appena in tempo. Questo è al contempo il suo maggiore pregio ma anche il suo più grande difetto, perché se comincia a spiccare in mezzo a un cumulo di similari poco interessanti, non finisce per brillare davvero, saturazione della fotografia a parte.
A questo poi aggiungiamo dei passaggi decisamente faciloni che regia e script non riescono a gestire appieno, insieme a un paio di comprimari davvero poco interessanti, fino a una risoluzione dell'enigma davvero prevedibile se si hanno almeno due neuroni funzionanti. Certo, il perché è più importante del come, sembra volerci dire Levine, ma ci sono ingenuità che hanno un loro peso e nell'ultima parte questo film ne ha parecchie. Nulla che infici particolarmente il risultato finale, ma si fanno sentire, per riscattarsi alla fine con una trovata davvero degna di nota e che chiude in maniera logica e coerente tutto il discorso che si è fatto precedentemente.
Si finisce per capire chi è davvero 'sta benedetta Mandy Lane. E la risposta non piacerà di certo.

"Scappate, se non volete che vi parli delle sue recensioni!"

Peccato che non sia mai passato nei cinema nostrani e che in così pochi lo conoscano. All the boys love Mandy Lane dimostra come anche la più prevedibile delle storie possa trovare luce propria se gestita con consapevolezza, intelligenza e rispetto per lo spettatore. E no, con luce non intendo i capelli della Heard.
Certo, se ricordassi come ho fatto per finire a vederlo sarei ancora più contento.
Ma non si può avere tutto.
Oddio... io mi accontenterei di Amber Heard, comunque.





4 commenti:

  1. Ormai lo ricordo poco però non mi era dispiaciuto. Aveva un bel twist finale :)

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    1. Ma il twist in se è telefonatissimo, è più ciò che si legge fra le righe a renderlo superiore alla media.

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  2. Sinceramente non ricordo più se visto o no, però possibile mi sia dimenticato di Amber Heard? Beh dai, me lo segno poi chissà ;)

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    1. Lei, fuori dal contesto attoriale, è indimenticabile 😍 il film non è indispensabile ma in mezzo a tanto piattume si da notare eccome, al di là della protagonista.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U