venerdì 12 gennaio 2018

Watchmen



New York, 1985. A causa di un bando legislativo, da tempo il governo ha vietato ogni tipo di vigilante mascherato. Quando Edward Blake, conosciuto anche come il Comico, membro ufficiale delle ultime due squadre (i Minutemen e i Watchmen) viene ucciso, i suoi ex compagni d'avventura pensano a un "killer di maschere"...


Chi bazzica nel mondo dei fumetti sicuramente avrà sentito parlare di Watchmen, la graphic novel (temine che odio...) di Alan Moore e Dave Gibbons targata DC Comics.
Considerato uno dei più bei romanzi inglesi del secolo scorso, tanto da aver vinto un premio Hugo più altri millemila riconoscimenti sia dentro che fuori dal settore d'appartenenza, è un'opera la cui importanza va ben oltre le proprie qualità intrinseche. Erano infatti gli anni Ottanta e le vendite dei fumetti erano ai minimi storici, fu proprio questo titolo, insieme a Il ritorno del cavaliere oscuro di Frank Miller e Maus di Art Spiegelman, a dare nuova linfa alla nona arte, esplorando meandri narrativi prima inediti e riportando l'attenzione sulle storie di carta, contribuendo a far nascere anche quello che è definito il romanzo grafico (graphic novel, appunto), termine che siccome siamo belle persone non useremo mai più.
Si tratta quindi di un'opera il cui peso è davvero imponente e l'idea di farne una trasposizione ha accarezzato le menti di diversi soggetti. Ci provò Terry Gilliam a farne una serie televisiva, ma complici diverse questioni il regista abbandonò il progetto, definendolo "infilmabile".
Nel 2005 la 20th Century Fox riuscì a impadronirsi dei diritti e a dare il via al progetto. E chi pensò di chiamare alla regia?
Proprio lui.
Zack Snyder.

La fine che il cinefilo medio farebbe fare a Snyder...

Zack Snyder è forse il regista più controverso degli ultimi tempi. Da molti considerato un visionario, da ancora più individui invece il fratello scemo di Re Mida - faccio intuire in cosa si trasforma tutto ciò che tocca. Io verso di lui nutro uno strano feticismo, perché pur essendo conscio della qualità non proprio eccelsa della sua produzione, finisco sempre per divertirmi un sacco quando guardo i suoi lavori. Ad esempio, sono stanco e stressato? Ecco che 300 mi rallegra sempre il morale.
Se vi consola, Batman v Superman ha messo a dura prova persino me.
Con Watchmen va invece fatto un discorso a parte...
Perché sì, si tratta di un'opera così importante e imponente che forse avrebbe meritato un trattamento diverso, oltre che la versatilità di un regista più abile. Il nostro sfavillante tamarro preferito invece è un tizio convinto che, se in un fumetto fanno una cosa in un modo, allora va riportata uguale sullo schermo, filosofia che decisamente non paga perché sulla celluloide vigono leggi totalmente diverse che sulla carta. Per farla brevissima, una vignetta vive di spazio, un film invece vive di tempo, motivo per cui la stessa scena non può coesistere ugualmente in ambo i formati.
Sostanzialmente i problemi maggiori di questo film stanno in tutto questo. Anche se, e qui lo dico senza problemi, pure uno come Snyder da questa operazione è riuscito a ricavarne qualcosa di buono, se contestualizzata in una certa ottica.

"Ragazzi, seriamente... chi ce l'ha fatto fare?"

Il Watchmen di Alan Moore, che come al solito ha chiesto di far togliere il suo nome da una trasposizione dei suoi lavori, era un fumetto rivoluzionario non solo per la trama, quanto per il linguaggio usato per raccontare avventure e vicissitudini di questi strani uomini in costume. Niente splash page, totale assenza di onomatopee, una rigidissima griglia a nove vignette presa in prestito da un certo tipo di fumetto d'oltralpe, intere sequenze incentrate sui dialoghi dei personaggi e, quando presenti, dei combattimenti ai limiti dello squallore. Pure la colorazione è stata fatta in maniera molto particolare, dato che si voleva dare l'effetto di qualcosa che disturbasse l'occhio in più di un'occasione, dando l'onnipresente idea di "qualquadra che non cosa" ad ogni pagina. Tutto questo immesso in una serie di citazioni colte e sottotesti narrativi che ad ogni nuova lettura fanno notare un indizio che prima era sfuggito.
L'intento del mago di Southampton, quindi, era quello di raccontare la vicenda di un gruppo di uomini che si affacciavano sull'ignoto.
Zack Snyder, com'è ovvio che dovesse succedere con una produzione costata centocinquanta milioni di dollari, ne attua una semplificazione in tutto il suo ignorante fascismo. L'opera di Moore viene editata in una versione for dummies, dove però ne cambia totalmente il linguaggio. I combattimenti infatti sono ben coreografati, la fotografia diventa estremamente dark e fighetta, i personaggi assumono pose plastiche e il realismo presente fra le pagine del fumetto viene rilasciato a favore di diverse iperbole scenografiche.
Il risultato è quello di un film di supereroi fatto e finito. A mio parere, però, un bel film.

In secondo piano, potete ammirare la magnificenza dell'ego di Zack Snyder

Zack Snyder non è proprio un regista pessimo come dicono, è semplicemente uno che si vuole male. Avete presente lo zio tecnologico che si offre di montarvi il filmato delle vacanze al mare, ma per caso scopre le dissolvenze a stella su After Effect e allora le usa a iosa? Ecco, uguale lui coi ralenty. Il ragazzone tatuato deve avere qualche problema con le sequenze al rallentatore perché le usa ovunque, pure in scene pulite che non le necessitano. E se metti ralenty a caso durante un combattimento, allora l'azione si smorza e l'occhio nota che non tutto fila come dovrebbe. Lo stesso dicasi per certe soluzioni di montaggio che, come già detto, nel seguire pedissequamente il fumetto risultano abbastanza impacciate - si veda a tal proposito il monologo incrociato del Dottor Manhattan. Soprattutto, Snyder sceglie sempre dei direttori della fotografia ottimi, ma non ricorda che ogni piano temporale necessita di una corrispettiva cromatura.
Al netto delle sue imperfezioni, però, il film si fa guardare con piacere. La storia fila, le semplificazioni per una mente vergine del materiale di partenza sono ben coerenti e, soprattutto, si ha l'impressione di guardare qualcosa che cerca di andare più in là di quello che il prodotto medio di settore riesce a offrire. Anche se distillate, rimangono le riflessioni, rimane il clima opprimente di una guerra fredda che può scoppiare da un momento all'altro e i personaggi vengono seguiti con un respiro molto ampio. Certo, solo una bozza di quanto già fattoci vedere da Moore e Gibbons, ma quasi tutti trovano il loro spazio all'interno della storia.
Watchmen non è un film perfetto e fin dall'inizio fa più volte il passo più lungo della gamba. Quello che però resta una volta giunti alla fine, è la sensazione di una storia a sé che ha una sua coerenza e un naturale sviluppo.

"Allora io meno Jean, tu invece gli spacchi il computer!"

È un film al quale sono particolarmente affezionato, tanto che all'epoca comprai il dvd originale e gli dedicai diversi rewatch(men). Ne ammetto i molti difetti, ma non posso ignorarne anche i pregi, soprattutto quello di riuscire a differenziarsi dalla mediocrità di prodotti del genere che ultimamente stanno invadendo il mercato. Nel bene (poco) e nel male (tanto), Snyder è un regista con un suo stile ben preciso e una sua visione delle cose, ma si vede che al di là dei suoi limiti in questo film ha cercato di andare oltre.
Perché i bei momenti ci sono.
Abbiamo quelli che meritano di essere ricordati come alcuni fra i titoli di testa più belli degli ultimi anni, un look che tradisce l'originale ma che riesce a conferire alla pellicola quel tono opprimente che in un'operazione così costosa non mi sarei mai aspettato e delle trovate musicali schizofreniche ma davvero azzeccate.
Più di tutto però ricordo un particolare del monologo di Rorschach, quella lacrima che scorre sulla guangia del Comico/Edward Blake, per andare fuori schermo e collegarsi alla goccia di sangue che macchina l'iconica spilla.
Una scena così per me vale più di mille fedeltà - anche perché a mio parere gli intoccabili non esistono.

Altra scena che non posso non amare.

Quando giudichi un film, spesso entrano in ballo diversi fattori che offuscano la visione. In questo caso credo di averne parecchi, ma mi è davvero impossibile voler male a questo film e a Snyder per la sua personale visione che ci ha dato.
Watchmen (film) ha tutte le carte in regola per portare una persona a interessarsi di Watchmen (fumetto), scoprendo due identità diverse ma che possono perfettamente convivere, pur con le loro sostanziali differenze.



Voto: ★★★ ½

10 commenti:

  1. Il fumetto era un'altra cosa, però ti confesso che alcune scene del film forse grazie alla bellissima colonna sonora ( bellissimi i titoli di testa in testa :-P ) mi sono rimaste in loop e talvolta le riguardo volentieri.

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    1. Penso di essere uno dei pochi a cui questo film è piaciuto molto - il che è tutto dire ^^'
      Certo, lungi da me il dire che è perfetto, ma ha i suoi momenti. Il fumetto è ovviamente inarrivabile.

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  2. La dissolvenza a stella é una citazione ai Simpson vero? Gran pezzo incredibilmente la pensiamo quasi uguale. Cioè non incredibilmente perché succede spesso ma su questo film non lo avrei detto. Hai elencato bn più pregi e difetti solo che tu sei più Nightowl di me quindi vedi del buono studio ecco ;-) Le stai tentando tutte per farmi dare una seconda possibilità al film. Cheers!
    P.S. Northampton, non credo si sia trasferito verso climi più caldi ;-)

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    1. Eheh, ogni cosa ha origine dai Simpson 😉 guarda, alla fine i difetti ci sono eccome ma penso che l'odio che si è trascinato dietro sia l'effetto del nome del suo creatore. Avessimo avuto lo stesso identico film ma con un nome diverso nei titoli di testa, i più non ci sarebbero andati così pesante.
      P.S. chiedo venia! 😱

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  3. Mi era piaciuto, anche se non lo considero un capolavoro. Ovviamente distante dal fumetto, quello sìun cult.

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    1. Capolavoro no di certo, buon film sì. Diciamo che il fumetto è una di quelle opere che nascono ogni cent'anni...

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  4. Per me 300 rimane un capolavoro, ma questo Watchmen sinceramente a me non mi ha mai detto niente, anche perché non conoscevo all'epoca e non conosco adesso i personaggi, con questo però non dico che non mi è piaciuto, ma che sono rimasto abbastanza perplesso ;)

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    1. Come ho detto è un film troppo ambizioso e Snyder non è propriamente una cima... però porta a casa il risultato più di altri.
      Il fumetto recuperalo assolutamente, è una lettura fondamentale!

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  5. Il romanzo, o fumetto, o graphic novel che dir si voglia è qualcosa di grandioso ed inarrivabile, ma devo dire che questo è uno dei film migliori di Snyder. Titoli di testa pazzeschi.

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    1. Quelli è davvero difficile dimenticarli. E dubito che Snyder potrà mai andare oltre, con tutto il bene che gli voglio...

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U