giovedì 22 novembre 2018

Batman v Superman - dawn of justice




Memore dei disastri combinati durante lo scontro col generale Zod, il miliardario Bruce Wayne, alias Batman, decide di far fronte alla "minaccia di Superman" escogitando un piano per eliminarlo. Ma l'azzurrone ha contro di sé anche il temibile Lex Luthor, che…


Per definire il mio periodo fra il 2015 e il 2016 servirebbe il gergo di Lobo, che siccome siamo signorini educati vi risparmio. Unica consolazione fu leggere tutte le news a tema supereroistico che uscivano che, fra l'ultima fatica di Zack Snyder e il Fantastic 4 di Josh Trank mi offrirono ore di risate ai danni altrui.
Questo film poi meriterebbe un discorso a parte per tutto quello che ha segnato ogni novità trapelata dalla rete. Prima l'arruolamento di Ben Affleck nei panni di Batman, con tanto di lettera spedita all'allora presidente Obama per farlo togliere dalla parte (successe davvero...), salvo poi assistere una schiera di nerd festanti nel vedere le prime foto del costume. Poi annunci di tagli, ri-tagli, scene eliminate, una versione che sarebbe uscita solo in home video e un trailer che aveva fatto spoiler di ogni minimo passaggio narrativo, che era stato rimaneggiato in corso d'opera da Chris Terrio a sostituzione di Goyer, e questa forse fu l'unica buona nuova.
Dal canto mio, sapevo che le "menti" dietro tutto questo erano le stesse di Man of steel, ma siccome ero stressato all'inverosimile mi aspettavo solo due ore buone di steroidati in calzamaglia che si menavano. Forse l'unico motivo, insieme al mio amore/odio verso Snyder, che mi spinse a vederlo.

La cosa bella è che l'immagine di lancio è pure renderizzata male...

Andrebbe aperta una piccola partentesi...
Batman v Superman è diventato il film più perculato della storia. Al di là del fatto che abbia fatto di tutto per meritarsi ogni singola pernacchia, viene quasi d'obbligo una domanda: cos'è l'arte? Perché se è vero che da un film simile non puoi aspettarti le riflessioni di Bergman e Tarkovskij, dato che viene promesso trash a palate, io rimango dell'idea che anche nel raccontare una storia senza pretese e, perché no, anche volutamente cafona e arrogante si possa fare dell'arte. L'arte non è altro, nella narrazione, che saper raccontare in maniera coerente ed equilibrata qualcosa, sapendo quali corde toccare - se la testa o la pancia. Quindi sì, anche con questa roba si può fare arte, o qualcosa che ci assomigli.
Mi rendo conto che paragonare Snyder all'arte è come paragonare il McDonald alla gastronomia e qui si vede tutto. Perché è soprattutto nella gestione di due icone popolari che hanno fatto la storia della moderna narrazione come Batman e Superman che bisogna dimostrare il vero talento.
Questo film alla fine è come i suoi protagonisti. Iperpompato, furioso, proteico ma, a lungo andare, viene da chiedersi se i due non si siano imbottiti il pacco.
Perché sembra incredibile che da un soggetto simile abbiano saputo complicarsi così tanto la vita per far vedere chi piscia più lontano, con una seriosità ai limiti dell'imbarazzante e ambizioni che a momenti fanno impallidire i paragoni cristologici col primo film.

Come Zack Snyder vede se stesso.

Il primo dei moltissimi passi falsi è che nonostante già dal titolo il film prometta testosterone a bizzeffe, in realtà già a pochi minuti dall'inizio mostra la sua vera natura di film estremamente lento che si prende tutto il proprio tempo, tanto da essere stato ribattezzato Yawn of justice. La cosa ancora più assurda, e ce ne si rende conto subito dopo il prologo, è che questo è addirittura un film con delle pretese autoriali che, tra l'altro, sono pure la parte più involontariamente comica del tutto.
Perché Snyder, il meraviglioso Zack Snyder, l'uomo che si gusta così tanto i momenti belli da vederli al rallentatore per farli durare di più, dopo la nuova baldanzosa epica wannabe del film su Supes qui prova pure a ricollegarsi al suo film facendo il Malick de borgata, segno che la fine è vicina già all'inizio e che lo scollegamento dalla realtà da parte del nostro totalmente compiuto.
Batman v Superman parte quindi con una intro che riassume brevemente la genesi dell'uomo pipistrello, offrendo forse quello che è il momento migliore dell'intero film, poi non si capisce bene cosa succede ma si perde mano a mano che va avanti. Iniziano disquisizioni etiche sul concetto di essere supereroe, disquisizioni e processi alla figura di Superman, Bruce Wayne che indaga e fa l'uomo tormentato, scontro fra i due e poi si conclude a pizza e fichi come nel peggio Transformers.
Se le avventure in solitaria dell'ultimo kryptoniano potevano lasciare un senso di amarezza per la grandezza epica che promettevano, qui l'unica eredità è un pesante mal di testa.

Voi ridete e scherzate, ma lui è la cosa migliore del film.

C'è davvero troppa roba in mezzo e, soprattutto, gestita malissimo. Viene introdotta Wonder Woman, accennata la Justice League, Batman che porta avanti il suo tormento da uomo tormentoso, strizzatina d'occhio alle vecchie storie del crociato di Gotham che fanno capire a Cesare Cremonini perché nessuno vuole essere Robin, un piano di Lex Luthor che in un dialogo fa capire dov'è che sono avvenute le riscrittura più marcate e, ciliegina sulla torta, un super-nemico che in realtà doveva essere la sorpresa ma era già stato anticipato dal trailer..
Troppa roba.
Anche per un film di due ore e mezza.
Che nel suo percorso saccheggia vari stralci da Il ritorno del cavaliere oscuro di quel simpatico fascio che è Frank Miller e La morte di Superman, ma sono davvero troppe le cose che non quadrano. Ci si potrebbe fare un manuale su come non costruire una storia.
Che già la scena subito dopo il prologo coi dipendenti che chiedono a Bruce Wayne se devono abbandonare il palazzo (sic!) è da badilate sui denti, ma quello è solo il proverbiale inizio della fine che continua fino ai titoli di coda.
Perché con tutta la sospensione dell'incredulità possibile, mi chiedo ancora adesso come faccia Clark Kent a non sapere dell'esistenz adi Btaman se quetsi operava da vari anni, mi chiedo come mai quello che è "il più grande detective del mondo" decida di uccidere un essere su cui non sa nulla come una schizofrenico qualsiasi, mi chiedo quale fosse il piano di Luthor alla fine, come mai la nave kryptoniana parli inglese, quale sia la distanza effettiva fra Gotham e Metropolis e sul #marthamoment stendo solo un velo pietoso.

"Non avrai mica pensato che mi sarei giocato l'anima di Gotham in una scazzottata con te?"
- cit.

A peggiorare ulteriormente la situazione è come tutti paiano credere nel progetto, Ben Affleck su tutti. Il bisteccone per eccellenza che farebbe meglio a darsi totalmente alla regia - lì a dimostrato di essere davvero bravo! - è convinto del ruolo, ci mette tutto l'impegno possibile ma il ruolo gli rema contro più volte, regalandoci la perla di sadfleck per la gioia di tutti.
Ma Snyder, che finora abbiamo nominato fin troppo poco, il meraviglioso e sbrilluccicante Zack Snyder, l'uomo che con il suo ego fa da fotografia per tutti i suoi film, è forse lui che mette la pietra tombale sul progetto.
Ci crede come tutti. Il problema è che lui crede fin troppo in ogni cosa che fa da non rendersi conto di molte cose. Si vede la sua smania di realizzare un film adulto, un film dark che possa mettere in scena lo scontro fra due titani, fra un dio e un semidio, fra la luce e le ombre. Sono sempre gli opposti a sfidarsi in virtù del loro essere contrari, e il dinamico due (era un altro, lo so, ma lasciatemelo dire) ha sempre totalizzato il loro essere cos' diversi nelle storie che li vedevano insieme.
La cosa che non si capisce mai quindi è perché-ripeto-perché la fotografia da darkettoni depressi abbondi in ogni fotogramma e come mai Superman, che è la luce del mondo, a momenti si confonda con il resto della scenografia. Mi chiedo perché in ogni scontro i nemici attacchino uno alla volta (oh, The raid è costato venti volte meno eh!) e come mai abbia abbandonato i ralenty solo per passare a quegli stracavolo di zoom.
Ma soprattutto, perché ci si ostina a voler fare dell'epica quando dell'epica non si è capito assolutamente nulla?

Il mio animale domestico ideale.

Ricordo la sensazione di profondo imbarazzo dopo essere uscito dal cinema. Era un giorno feriale ma c'era abbastanza gente ugualmente. Ci guardavamo di sfuggita, consci di aver partecipato a qualcosa di cui non andavamo fieri. Ci ignoravamo a vicenda per ignorare noi stessi e il nostro senso di colpa.
A un certo punto il mio sguardo incrociò quello di un giovano uomo. Nei suoi occhi vedi il mio stesso senso di imbarazzo, la vergogna e il senso di sporco che ci avvolgeva i cuori. Iniziò a piovere, tanto per rendere quel momento ancora più drammatico. Le gocce di pioggia si mischiarono alle lacrime che solcavano il viso del giovane uomo e, senza che nessuno dicesse nulla, ci demmo un reciproco abbraccio consolatorio.
Quell'uomo era Ben Affleck...





4 commenti:

  1. Poteva essere lo scontro più epico della storia del cinema, l’uomo che si è forgiato da solo contro il Dio caduto da Krypton, invece è… Martha :-/
    La Distinta Concorrenza ci ha perso la faccia con questo film, verranno perculati a vita per un dialogo. Per il resto molto d’accordo Bat-fleck è perfetto qui, peccato che già in “Justice League” (ora ti aspetto su quello) già dimostri di non avere più voglia. Insomma un enorme peccato, io intanto continuo a segnare i titoli di tutti i fumetti del cuore che Zack mi ha rovinato, d’altra parte nomen omen, ZACK! Fumetto fatto a fettine. Cheers

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  3. Che poi menomale che ce stava Wonder Woman, altrimenti sarebbe un fiasco ancor più clamoroso ;)

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  4. Salve
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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U