lunedì 19 novembre 2018

L'uomo d'acciaio - Man of steel




Il pianeta Kripton è sull'orlo del collasso a causa dello spreco di risorse naturali degli abitanti che hanno contribuito all'instabilità del nucleo. Prima che la fine avvenga, accompagnata dal colpo di stato del generale Zod, lo scienziato Jor-El immette il codice genetico kriptoniano nel corpo del figlio Kal-El. Questi crescerà sulla terra, allevato nella fattoria dei Kent, e svilupperà dei poteri sovrannaturali che lo poteranno a essere il difensore del male, quando una minaccia viene proprio dal passato dell'ultimo kriptoniano...


Che la DC arrivi sempre in ritardo rispetto alla concorrente Marvel, pur essendo nata prima, non è un mistero. Pur avendo sbancato i botteghini di mezzo mondo e aver dato un particolare lustro al genere delle tutine con la amata/odiata trilogia su Batman firmata Christopher Nolan, non è ancora oggi riuscita a creare un universo cinematografico coeso e coerente a differenza della Casa delle Idee. E mentre il regista inglese faceva uscire nelle sale l'ultimo capitolo del suo trittico, il progetto di Kevin Feige vedeva il compimento della sua Fase 1 con l'uscita di The Avengers. Dal quel momento deve essere scattato un allarme nei capoccia della Democrazia Cristiana Distinta Concorrenza perché morto un Nolan se ne fa un altro, e tutto il loro universo era da costruire da zero per seguire a ruota gli eterni avversari.
Serviva qualcuno che costruisse delle solide basi sulle quali potersi muovere. Qualcuno in grado di assolvere questo compito con stile e professionalità. E siccome Nolan è rimasto in cabina solo come produttore e ideatore del soggetto, chi pensarono di chiamare?
*zuzuzuzuuuuum*
ZACK SNYDER!
E nulla. Fa già ridere così senza aggiungere altro.

"Lasciatelo lavorare, dicevano…"

Come la penso su Snyder l'ho già detto in diverse occasioni. Gli voglio un gran bene per Watchmen e ritengo che al posto di tutti quei film che sembrano fatti con lo stampino preferisco mille volte i suoi lavori, perché sono quelli di un regista con un proprio stile personale. Certo, uno stile fatto di culi, tette, ralenty messi a minchia canina e fotografia desaturata del 400%, ma comunque degli stilemi che permettono di riconoscere il suo lavoro e di differenziarlo dal resto del made in tutina che ultimamente ha invaso le sale.
Come la penso su Superman, invece, è un po' meno noto ma molto intuibile. Non amo molto l'azzurrone, lo trovo il più delle volte noioso - anche se in storie come Kingdome come si è fatto valere - e, più che un personaggio, lo definisco un archetipo del supereroe. D'altronde è quello che ha dato il via al genere, maledizione compresa, anche se va detto come nel corso della sua quasi secolare esistenza abbia subito molte variazioni.
L'approccio di Snyder al personaggio voleva essere innovativo, ma finisce per ritorcerglisi contro ad ogni piè sospinto, mettendo tutta la buona volontà del regista nel vespasiano. E dopo quello che è stato l'esito di questa assurda trilogia, viene incredibile pensare come il nostro tamarro preferito non sia ritornato a fare le pubblicità della Citterio - storia vera.
Perché sì… era intuibile che un approccio dark a quello che è il simbolo della speranza, della giustizia, la "luce nelle tenebre" (dai cacchio, lo dicono pure!) dei mondi forse non era proprio l'idea migliore.

"Inutile. Manco con la super-vista vedo i colori in 'sto film."

Zackino bello però ce la mette tutta. Si vede che credeva nel progetto e che ci ha messo il cuore, peccato però che gli pompi nell'arteria sbagliata.
Man of steel è un film che "se la crede" moltissimo e che, per compensare quella che è una storia delle origini che tutti conoscono e che deve stare al passo dei tempi che corrono senza risultare noiosa, cerca di stupire lo spettatore come meglio può. Ci sono trovate visive davvero degne di nota e uno stile solenne che lascia intuire la grandezza che avrebbe raggiunto, ma fra il dire e il fare c'è sempre di mezzo la Kryptonite, perché più te la credi e ancora di più le scemenze in fase di scrittura si notano.
A dilungare in due ore di film il soggetto di Nolan abbiamo poi David S. Goyer che, per essere raffinati, diciamo che non è proprio una cima. Anzi, diciamo che insieme a Snyder si è messo a fare a gara a chi la faceva più fuori dal vaso, creando quello che è uno script che in mezzo a tanti buoni propositi e tentativi di dare qualcosa di nuovo a una storia già nota cade nell'imbarazzo più totale. E dire che la sua era stata una carriera da fumettista tutto sommato dignitosa, poi si è prestato al cinema e non si è ancora capito se a forza di frequentare cattive compagnie o a non aver studiato abbastanza quando era a scuola si è un pochetto (tanto) perso.
Tutto il film diventa quindi una sfida fra questi due pesi massimi e continua imperterrito a darsi dei ripetuti colpi di grazia da solo, tutto questo senza perdere il tono epico che vorrebbe avere, con un risultato simile a quello di un anoressico che sui vanta degli addominali.

Solo Snyder poteva far recitare male LUI!
*musica dei Teletubbies in sottofondo*

Snyder un minimo di talento visivo ce l'ha, ma da solo quello non basta. Non so se perché a scuola di cinema passava più tempo a farsi le canne e i tatuaggi che a seguire le lezioni, ma non ho mai capito come mai uno che lavora sulla fotografia in maniera così massiccia come lui non abbia mai capito che ogni locuzione temporale o spaziale necessiti di un tono apposito.
Avete presente quando dovete usare i filtri di Instagram per le foto al mare e quelle da selfie-pensieroso?
Ecco, più o meno così.
Fateci caso, nei film di Snyder abbiamo sempre questa fotografia ricercata e al limite del plasticoso (che a me piace, devo ammettere) corretta in più occasioni e passaggi con la CG, che però resta fedele a se stessa per tutta la durata della pellicola in questione. Anche qua, che si tratti del tempo presente, il passato sulla terra o su Krypton, il tono rimane sempre lo stesso, non c'è nulla che lo differenzi o accompagni l'aspetto visivo e la cosa alla lunga crea uno strano senso di straniamento.
E i combattimenti…
Che nel film di un dopato in calzamaglia ce se deve menà.
Snyderino, amoruccio bello, non ti hanno mai detto che la macchina da presa rappresenta l'occhio umano e che deve essere posizionata in modo da suggerire allo spettatore cosa vedere? Non ti hanno mai detto che qualunque effetto sia precluso alla vista, come ralenty o zoom, serva ad accentuare l'attenzione su qualcosa e che non può essere usato a caso? E allora perché stai così stretto sui personaggi quando si menano e metti questi zoom continui manco fossimo nel peggio porno amatoriale? Eh? Eeeeeh???

Quando fuori dalla disco trovi l'ennesimo truzzo che vuole fare rissa.

Ma tranquillo Goyer che non ci siamo dimenticati di te.
Perché l'enfant prodige che di prodigioso aveva solo le riserve di bamba nello sgabuzzino di casa non è decisamente da meno e incasella una serie di assurdità che ai tempi fecero preoccupare diversi, perché non si riusciva a capire se quella era semplice e manifesta incapacità oppure il delirio di una persona non più in grado di collegare le sinapsi.
Perché va bene tutto, un film di supereroi comprende una sospensione dell' incredulità notevole e ci mancherebbe. Ma quando i toni sono tali, quando ci si prende così sul serio, risaltano. E mi può andar bene tutto, ma che un consiglio di saggi decida di mandare in esilio dei rivoltosi poco prima che il pianeta si auto-distrugga, che un codice genetico agisca così a caso, che uno spirito guida venga usato come tom-tom aziendale e che un'organizzazione militare non sappia come muoversi davanti a delle emergenze quando queste sono all'origine proprio no. Senza contare i momenti drammatici che risultano involontariamente comici, tanto che non posso più guardare un film come Twister senza pensare a una certa scena e scoppiare a ridere. E poi, anni e anni di Dragon Ball non ci hanno insegnato che gli eroi portano i cattivi lontani dai centri abitati per non creare vittime?
Ci sarebbe qualcosa da dire anche sulla gestione dei flashback, qui messi davvero a casaccio, ma la lista diverrebbe troppo lunga.
Tutte cose che gravitano sulle spalle del nostro eroe che, per quanto allenato, non può sopportare un simile peso. Aggiungiamo poi che Henry Cavill, da anni considerato l'attore più sfortunato di sempre per tutti i ruoli iconici persi (era candidato a novello James Bond), sarà forse riuscito a sventare la maledizione di Superman che tante carriere ha interrotto sul nascere, ma ha il carisma di un pesce lesso.

Non per nulla, Shannon ha detto addio ai Blockbuster dopo questa esperienza.

Il DC Universe al cinema esordiva così nel 2013, con un tonfo pomposo e arrogante che portava la firma di uno degli autori mainstream più pomposi e arroganti che la recente memoria ricordi. Incredibile ma vero, riuscì persino a fare peggio col seguito Batman v Superman - dawn of justice, quella davvero una delle mie esperienze più imbarazzanti al cinema.
Se non altro, a questo giro Supes ha capito che le mutande vanno indossate sotto il costume.
Una piccola vittoria almeno...





4 commenti:

  1. Comprendo quanto deve esserti costato dare solo due birrette, ma apprezzo lo sforzo, un cinefilo vero va oltre le passioni, anche quelle Snyderiane, quindi bravo. Ma davvero un film che non è possibile salvare. Il finale rubato a "Miracleman" di Alan Moore (però fatto male) poi mi ha urtato parecchio, se non altro Leo Ortolani ci ha fatto su una gran parodia ;-) Cheers

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scene come quelle dell'uragano non si possono salvare. Eppure il tono solenne dell'intera operazione e le musiche di Hans Zimmer potevano darci davvero un film sul supereroe per eccellenza davvero epico, in tutti i sensi.
      Invece è venuta fuori sta roba da instagrammari...

      Elimina
  2. Sì ok, non sarà il massimo, eppure tutte queste critiche le trovo un po' esagerate, anche perché è 10 volte meglio questo che Dawn of Justice..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oddio, è come paragonare un film pessimo (questo) allo sbattere del mignolinoi su un mobile (BvS)...

      Elimina

Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U