giovedì 27 dicembre 2018

Avengers: Infinity war




A Thanos non c'hai da rompergli il cazzo. Il tizio viole si mette a raccogliere le Gemme dell'Infinito per portare a termine il proprio piano: distruggere metà della popolazione dell'universo in modo che non ne sprechino più le risorse e che possano vivere in pace. Sul suo cammino però troverà gli Avengers insieme ad altri simpatici compagni di merenda...


E' incredibile quanto i cinecomic si siano evoluti in dieci anni.
Era il 2008. Stavo per compiere diciotto anni e, mentre ero in gita a Torino con la scuola, gita durante la quale mi lasciai per telefono con una tipa mentre il mio compagno di stanza stava vomitando nel bagno dopo aver bevuto tre birre, Iron man era uscito nelle sale. A mio parere, più un colpo di culo ben assestato che un film particolarmente riuscito (mercato ancora vergine sul tema dei tutinari, l'annunciazione dell'universo cinematografico e un attore rinato dopo la rehab), ma fu qualcosa che cambiò per sempre il modo di vedere i fumetti e i tizi in costume al cinema. Quell'estate uscì invece Il cavaliere oscuro di Nolan e mo' sarebbero stati cazzi.
Ma fu con Iron man che tutto iniziò.
Fu con l'uomo di latta che i fumetti vennero presi in considerazione persino dai truzzi e non più relegati a roba da nerd sfigati. Anzi, complici anche quei disadattati di The big bang theory, pure essere nerd divenne figo, e già qui alcune considerazioni sulla sorte politica del nostro paese vanno tratte, ma non voglio cambiare argomento...

"Gente, e pensare che all'epoca non mi tingevo ancora i capelli…"

Tutto questo preambolo per dire quello che Infinity war significa nella storia del cinema. Perché se The Avengers era stato l'esperimento riuscito con esiti a dir poco sorprendenti, quello di creare un universo con le sue regole nel quale i vari personaggi potessero interfacciarsi proprio come nei fumetti, questo terzo tassello del super-gruppo (quarto, se si considera Civil war un loro film e non solo di Cap) porta allo sfarzo più estremo quello che i Marvel Studios sono riusciti a fare in dieci anni di febbrile e programmata attività.
Un'operazione simile non ha precedenti nella storia e, al di là del fatto che film di questo genere possano piacere, tirando in ballo il legittimo de gustibus de stamminchius, va portato rispetto a tutta l'operazione. Kevin Feige ci vide lungo e se quello che si dice sui nerd è vero, la storia che troppe seghe fanno diventare ciechi è proprio errata.
Il mio oculista non sarà contento.
Qui finalmente vediamo tutti i membri delle testate trasposte su celluloide in azione combinata. Abbiamo Hulk, abbiamo (quasi) tutti i Vendicatori originali, i Guardiani della Galassia, i tizi del Wakanda e, soprattutto, cause ed effetto dei film precedenti, eventi salienti che hanno segnato i personaggi e che ormai da un bel po' condizionano le scelte dei personaggi, ormai tutti forniti di un background comune in cui muoversi. E Thanos che finalmente smuove le violacee chiappette.

Lo diceva don Gesualdo che si diventava ciechi.

Chi sta scrivendo è stato un lettore di fumetti. Un accanito lettore di fumetti. Abbastanza da sapere la storia del clone di Peter Parker, da sapere dell'esistenza del multiverso e il numero di matricola del nostro, che questi multiversi hanno dato origine alle serie ultimates e tutti i vari cambi di formazione e partito fra le fila degli X-men.
Chi sta scrivendo è anche uno di quelli che era inizialmente esaltato nel vedere tutto questo bendiddio supereroico al cinema e che, come altri, è passato dal dirsi "Non vedo l'ora che facciano il film su quel super!" a "Minchia, ancora un film su quello?" Molto semplicemente, questo conglomerare al cinema di figure inter-connesse fra loro poneva freno ai registi scritturati che passavano dal diventare autori (vero Branagh?) a semplici mestieranti. E se alle tue dipendenze puoi avere Edgar Wright e te lo lasci scappare, allora un po' figlio di uno Skrull nell'animo lo devi essere.
La cosa assurda è che se vai a vedere un film della Marvel al cinema, non guardi un film, quanto una puntata di una serie-tv con episodi da due ore da guardare su un maxi-schermo. Quando te ne accorgi, i Vendicatori bisticciano e spezzano i gruppo. A quel punto è troppo tardi: o te ne stacchi per sempre o accetti il compromesso e io, lo ammetto, ho preferito darmi alla fuga finché ero in tempo.
Poi scoppiò lo scandalo con l'account twitter di James Gunn, l'unico che era riuscito a mantenere il suo stile, e fui quasi contento della mia scelta.

"Siamo qui per parlavi di nostro signore Geova…"

I Russo non mi sono mai piaciuti. Mi è piaciuto molto The winter soldier e sono riuscito a divertirmi non poco col già citato Civil war, forse i due film più bilanciati a livello umorismo-serietà di tutto l'universo Marvel... ma loro no.
Anonimi, senza un loro stile o una certa peculiarità, che facevano addirittura delle inquadrature semplicemente brutte nei momenti meno opportuni e incapaci di dare una fluidità al montaggio nei momenti da menare. Insomma, i tizi perfetti per lavorare alla Marvel, quelli che zitti-zitti eseguono gli ordini, fanno il lavoro che devono e tanti saluti al secchio. Due che venivano dal mondo delle commedie romantiche e dei telefilm, che aspettavano solo l'occasione suprema per poter esplodere con stile e l'hanno avuta.
Il problema principale in Infinity war sta proprio in questo, ovvero nel voler cercare di essere il più epico possibile finendo però per risultare anonimo, sciatto. Il film che vede tutte le maggiori icone raggruppate in un unico team-up nulla dà e nulla toglie a quanto già detto sul tema, esagera solo con le proporzioni e, scusate tanto, tutto questo non basta. E' un po' come avere le doti di John Holmes ma soffrire d'impotenza.
E sembra assurdo che la Marvel abbia voluto creare un mondo, imprimerlo nella mente dei propri spettatori, per poi farlo morire (volutamente) da parte di due autori che della morte poco hanno capito e poco sanno rappresentare. E se nelle avventure in solitaria di Cap la cosa si sentiva fino a un certo punto, in uno show di queste proporzioni tutto cozza mostruosamente.

Ma è una mia impressione o ha delle manine?

Infinity war è un film che passa via senza nulla ferire. Dure un'eternità e non ti fa mai staccare gli occhi dallo schermo, e questo è sicuramente un merito, ma non c'è nulla che ti accompagni a fine visione. E' un film senza epica, senza pathos, con un cattivo dalle motivazioni ridicole (spoiler: se il guanto può tutto, non bastava espandere l'universo?) e che cerca una profondità non sua. E quando una scena che dovrebbe essere drammatica finisce per essere ridicola, vuol dire che siamo alla frutta.
Non sapevo se scriverne o meno, anche perché con questo sito volevo parlare di un altro tipo di cinema, ma viene quasi d'obbligo domandarsi se siamo noi a essere diventati dei pippaioli d'essai o se sono proprio prodotti come questo a mancare di qualcosa.
Ricordo ancora la meraviglia nel vedere la scena con la Morte in Hellboy: the Golden Army, l'atmosfera di Batman returns, lo stile inconfondibile di Sam Raimi nei primi due Spider-man e come elaboravano il senso della perdita. Ma anche la semplice distribuzione dei colori o dei movimenti di macchina. O come evolvevano quei personaggi.
Non c'è nulla di tutto questo in Infinty war. Solo un infinito (appunto) via-vai di personaggi, uscite di scena che non lasciano tristezza e combattimenti d'insieme che non lasciano nulla. Per giocare in casa, un "Noi siamo Groot" da solo vale tutte le due ore e mezzo di questo film.
Che diverte, esalta e fomenta. Ma è un po' come mangiare a badilate e continuare ad avere quello strano languorino di base che non si placa mai.

El burdèll!

Mi rendo conto che prendersela con un film simile è un po' come prendersela col McDonald. Sai che andrai a mangiare merda, ma non ti azzardi a paragonarlo all'alta cucina e per una serata a rutto libero con gli amici ci sta benissimo.
La cosa fa un attimo pensare quando film così vengono spacciati come il non plus ultra delle visioni, anche nell'ambito di appartenenza (dove cose molto bene se ne sono fatte!) e in molti si dichiarino soddisfatti di quello che hanno visto, spacciandolo addirittura come rivoluzionario - quando tutti sappiamo che il casino fatto verrà risolto perché, zio Ben a parte, nella Marvel funziona così.
E mi viene quindi da preferire quella pataccata di Batman v Superman che, nel suo abominio, imprimeva certi orrori nella memoria. E il tanto viturperato Snyder rimane un regista che fa cinema. Pessimo cinema, sia chiaro, ma comunque cinema, non l'ennesimo episodio di una serie tv che va avanti da ormai dieci anni e che vede il suo epicentro in un film così.
Che non è brutto, fa il suo lavoro e diverte. Ma dieci anni di programmazione per arrivare a questo no, proprio no. Mi spiace.
E se questo è il massimo che il genere sa offrire, allora è un gioco da cui vale la pena prendere le distanze se questo è il suo massimo ambire. Così tanti superpoteri in una sola volta finiscono anche per apparire piuttosto ordinari.

"E così hai osato parlare male del mio film?"

In sintesi, questo film è come ritornare adolescenti e riuscire ad andare a letto con la più figa della scuola: ti sembra incredibile che la cosa ti sia capitata, ma alla fine scopri che non è nulla di che.
Ma come cantava qualcuno: attori troppo belli sono gli unici eroi...





6 commenti:

  1. Un post bellissimo Genius, in pratica il punto della situazione su gli ultimi dieci anni della Marvel. Mi spiace non ti sia piaciuto, anche se ho apprezzato moltissimo la tua chiosa finale, detta da lettore a lettore, ma le "Maxi Saghe" (ho detto saghe!) Marvel, specialmente quelle recenti, sono davvero poi storie bellissime? Secondo me servono solo ad agitare l'albero e cambiare lo status quo, ecco "Infinity War" è così, solo che riesce a giocarsi un cattivo che per un po' ti fa pensare che potrebbe anche avere ragione lui, caratterizzato per altro alla grande. Sull'espansione dell'universo invece, non avrebbe mantenuto l'equilibrio, sarebbe stato un modo per eccedere nella direzione opposta, quindi toccava per forza schioccare le dita. Lo sappiamo tutti che questa rimescolata di carte durerà poco, intanto ci godiamo la caciara, sarà interessante vedere come sarà l'MCU dopo il prossimo film, contando che Cap è orfano dell'attore che lo interpreta e la tinta di Iron Man si nota anche tanto ;-) Cheers

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    1. Guarda, sul "cattivo caratterizzato bene" avrei da ridire, personalmente ^^' mi è sembrato solo un mezzo psicopatico con un piano ridicolo. E il sacrificio che è costretto a fare verso metà, beh, è stata forse la scena più pernacchiabile.
      Ora è da vedere come gestiscono tutto, ma dubito che sarò fra gli spettatori...

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  2. Gran bel post davvero, quasi fordiano, oserei dire! ;)

    Io l'ho apprezzato molto, ma sarà che ormai i tempi del liceo li ricordo davvero molto, molto vagamente! Ad ogni modo, con tutti i loro limiti, io apprezzo moltissimo i Russo, e credo che stiano facendo un ottimo lavoro considerato che con tutta questa carne al fuoco svaccare è facilissimo!

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    1. A mio modesto parere hanno svaccato e pure parecchio, invece :/ nun ce la fo, proprio non riescono a piacermi. Anonimi, anonimi e sempre più anonimi.

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  3. Ci sarebbe da considerare i fumetti da cui è tratta la saga. Lì le motivazioni di Thanos erano assai più ridicole, nel film sono state rese più credibili, anzi in generale il film ha migliorato la saga anni 90. Sarà per questo che la maggioranza dei Marvel-fan non sono rimasti così schifati , anzi... A me infatti è piaciuto na cifra ;-)

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    1. Ma a me della saga fumettistica importa poco 😂 onestamente, un film dove tutti convivono ma nessuno brilla, regia anonima e combattimenti pezzenti.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U