giovedì 5 settembre 2019

Avengers: endgame




Thanos ha fatto snap! e metà della popolazione si è dissolta nel nulla, con l'aggravante che ha usato il potere delle Gemme dell'Infinito per distruggerle, rendendo vana ogni reversibilità del suo gesto. Ma c'è ancora una speranza, una letterale corsa contro il tempo, per fermarlo...


Sono sempre stato un appassionato di mitologia. 
Iniziai coi miti greci, tanto che lessi l'Iliade già sul finire delle medie. Come si può non appassionarsi a storie come quelle? Non tanto per la loro portata epica, ma proprio per i personaggi che si muovono fra le trame. Individui che fanno cose straordinarie ma che al contempo sanno essere così umani. Achille ed Ettore credo siano l'esempio lampante di tutto questo: il primo che vuole essere ricordato dopo la morte, il secondo che prima dello scontro col pelide (sempre Achille, non un crinologo) desiste e per un attimo pensa di scappare. Poi sempre la rabbia del biondone quando scopre che hanno ucciso Patroclo, il desiderio di tornare a Itaca di Odisseo, Menelao lo stratega che non riuscì a guardarsi dal nemico nel suo stesso letto...
La sparo grossa, ma ho sempre pensato che i supereroi siano una sorta di mitologia moderna. Nati in un'epoca che di miti non ne ha più, sono diventati l'espressione di chi riesce a compiere imprese straordinarie, rimanendo sempre umano nel profondo.
Il fatto che siano considerati "per bambini" rende il tutto ancora più bello, per me.

"Uagliò, poi tutti ad aggiornare il curriculum!"

Diciamo che se da adolescente mi avessero detto che avremmo avuto film a bizzeffe sui miei amati super, tutti interconnessi fra loro, ne sarei stato entusiasta. Poi sapete, le cose sono andate un po' diversamente...
Sarà perché forse I'm getting too old for this shit, ma la verità è anche che cinema e fumetto sono due cose abbastanza diverse e, pur apportando delle dovute differenze (tipo prendere come base l'universo Ultimate), questi non sono film pensati per un pubblico cinefilo ma per un pubblico ormai fidelizzato alla serialità.
I film del MCU non sono cinema, sono episodi di due e passa ore di una serie tv da guardare su un maxi-schermo e come una serie tv condividono una maggiore attenzione alla scrittura dei fatti piuttosto che a quello che è l'impatto visivo. Perché sì, la regia qui è totalmente inesistente e i Russo hanno dimostrato di essere bravissimi in questo: non hanno velleità se non quello di fare un compito che porti a casa il risultato in maniera immediata, come Mamma Disney comanda.
Il risultato è un film che raccoglie le redini di quanto detto in dieci anni di febbrile e meticolosa organizzazione, dove varie scene dei film passati vengono pure riprese senza che nessuno noti un qualche cambio di ottica. Per alcuni sarà qualcosa di efficace, per me invece è tutto quello che una serie di film, specie se dietro ci sono gli occhi di diversi registi, non dovrebbe avere.

Immagine di Avengers, captain america, and captain marvel
"Bella raga!"

La cosa assurda è che tutti si sono concentrati su quello che è il "grande disegno" che lega tutti quei film e quei personaggi.
E lo ammetto: è qualcosa di incredibile.
Già Infinity war era riuscito in un'impresa che era un mezzo miracolo, il portare avanti e oltre il discorso già intrapreso con Civil war, dove ciò che accadeva negli altri film diventava un rapporto di causa-effetto continuo, questo ne prosegue le intenzioni forte di un background solido e già costruito. Quindi sì, chapeu per essere riuscito a gestire un qualcosa di così titanico, che prende gli altri film anche cronologicamente e li rigira come preferisce. Un'operazione che non ha precedenti nella storia del cinema.
Ma di cinema stiamo parlando.
Quindi, lasciamo stare il "grande disegno", per una volta...
Quanti di voi sanno dirmi una scena che li ha particolarmente colpiti e che non riguardi unicamente queste interazioni? O una ripresa particolarmente efficace? Ci sono stati dei momenti che si sono sentiti con enfasi non tanto per quello che mostravano, ma per come lo mostravano? Insomma, ci sono stati dei fotogrammi - ne bastano pochi, eh... - che hanno ricordato che stavamo guardando un film e non un collage?
Perché di questo Endgame se ne è parlato tanto (giustamente, da una certa), ma tutto era concentrato sempre su quello, il "grande disegno". Che per me rimane solo un contentino per fan che col cinema ha poco a che fare, col fanservice invece un po' di più.

"Ma lavoriamo per la Marvel, la Disney o la Ubisoft?"

Già il film precedente doveva essere una dichiarazione d'intenti, quindi è inutile aspettarsi qualcosa di più dai fratelli Russo. Sempre loro, sempre più anonimi per un film dalla durata mastodontica, tre ore, che sul piatto mette così tanta roba da non riuscire a dare a nulla lo spazio che merita. E' un film dove non succede praticamente una mazza, è tutto un andare avanti per preparativi e quando è il momento di agire diventa impacciato, con delle trovate narrative che azzoppano un ritmo che almeno in precedenza era serrato e che qui diventa una lama a doppio taglio che non valorizza nulla, cosa che già viene portata avanti dai due registi.
Non voglio mettermi a fare le pulci a un film simile. Ho abbastanza ingenuità da pensare che i raggi gamma ti trasformino in un bestione verde, che il morso di un ragno radioattivo ti permetta di arrampicarti sui muri e che un'armatura bionica in nanoparticelle possa permetterti di fare tutto quello. Ma ritorniamo a quanto detto all'inizio...
I super possono essere definiti la moderna mitologia perché sono umani. Hanno le nostre preoccupazioni e vivono i nostri tempi, plasmandoli a loro modo. Ci sono stati durante l'11 settembre e durante la guerra in Iraq, hanno isto le preoccupazioni del popolo americano e del mondo, come dei cittadini comuni, dentro e fuori dal costume. Allora perché qui risulta tutto così freddo?
Quand'è che i miti hanno dimenticato l'umanità dei loro personaggi?

"Jean, apparecchia le chiappe!"

Il discorso portati avanti dai Russo nel MCU da una parte è coerente: siamo tutti in pericolo, l'essere protagonisti non vi salverà. Senza scomodare Game of thrones, hanno saputo portare un punto di rottura nella narrazione al cinema dei super che vedeva alleanze infrangersi per creare una sorta di incertezza comune dove essi potessero muoversi. Peccato che le regole della narrazione a fumetti impongano che tutto prima o poi ritorni con uno status quo garantito.
Qui si fa qualcosa di diverso, ma alla fine, per capire le cose, bastava andare a vedere quali attori avessero rinnovato il contratto.
Resta però il fatto che dinamiche simili possano sopravvivere solo quando si conosce bene l'epica, quali sono i suoi meccanismi e come i personaggi debbano interagire in essa, altrimenti hai solo un troiaio.
Endgame è sostanzialmente un troiaio che vuole sembrare epico, quando la dinamica è totalmente gestita a casaccio e con una messa in scena che in più punti appare frettolosa, poco curata e portata avanti con delle semplificazioni, nonostante l'intreccio elaborato, che non valgono il gioco.
E' sciatto, impersonale, punta alle dimensioni e non alla grandezza e questo si ripercuote su tutto il terzo atto, che diventa una battaglia inutile con un cattivo tarocco che non porta con sé tutta la consapevolezza che il ruolo riveste. E se in una storia il cattivo non ha mordente, non hanno mordente nemmeno i buoni, qui solo dei corpi che si susseguono in gran numero e che con loro non portano molte evoluzioni o tematiche. Perché c'è sempre quel "grande disegno", unico vero fine di un film simile, che diventa il cappio intorno al collo dell'intero progetto.

"Avanti, Rohirrim!"

Un film simile, che ha una scrittura che punta all'accumulo, una regia impacciata soprattutto nei combattimenti più fisici e, cosa gravissima, nessuna personalità, è diventato il maggior incasso di sempre, sbaragliando Avatar e Titanic. Che sono i film peggiori diretti da James Cameron, l'ex uomo dei record, ma che era comunque un cineasta con una sua visione, una sua idea di cinema e che tutte queste cose sapeva gestirle con l'occhio di chi è nato per stare dietro la macchina da presa. Un regista che anche nei due Terminator ha messo tutto il cuore che aveva, non solo la maestranza.
Fa pensare a come sia cambiata la narrazione nell'epoca del binge watching, di come un film simile avrebbe guadagnato nonostante tutto perché reggeva i fili di dieci anni al cinema e che, al di là di questo, non si sia preso nessun rischio, se non cambiare pettinatura a mezzo cast - che poi, perché Occhio di Falco se ne ritorna mezzo rasato e coi tatuaggi?
Non parlo di morte del cinema, perché per me nulla morirà per delle mode passeggere. Però che un film così sia stato ritenuto da moti come un capolavoro o come la visione dell'anno fa pensare a come sia cambiato il gusto del pubblico, a come la normalizzazione ormai sia diventata cosa rassicurante e che a portare la gente al cinema sia unicamente il personaggio, non la mente che lo dovrà trasporre o la visione che lo accompagna.
Ma soprattutto, che gli eroi non sono più quelli di un tempo. Discorsi che ti fanno capire che ormai un po' vecchio lo stai diventando per davvero.

Una testata a fumetti sotto un tetto.

Si dice che non contino le dimensioni, ma come lo usi.
Fate vobis...





6 commenti:

  1. Vederti in versione Sam Jackson in “Unbreakable” quando parli di mitologia e super eroi mi aggrada ;-) “Infinity War” era un film migliore, questo è il “finale di stagione” della serie tv Marvel, che si guarda al cinema invece che in televisione. La Marvel omaggia se stessa e lancia la prossima stagione, ci sta che tu sia rimasto un po’ freddo, ormai qui siamo davanti a cinema fatto in serie, tipo catena di montaggio. Cheers!

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    1. Purtroppo è così :/ il sense of wonder è un po' andato a farsi benedire da parecchio...

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  2. Finalmente qualcuno che la pensa come me su Endgame. Troppo lungo, troppo corale, troppo celebrativo, troppo di tutto. Non è che sia un film brutto, ma nemmeno giustifica l'essere campione di incassi come è stato.

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    1. Più che altro è fanservice. Tira più un pilu di Cap che...

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U