domenica 20 ottobre 2019

Joker




Arthur Fleck vivacchia facendo il clown per una piccola agenzia e curando la madre malata. Ha un disturbo che lo fa esplodere in una strana risata nei momenti meno opportuni e sogna di fare il comico. La sua vita cambia drammaticamente quando, una notte in metropolitana...


Pensavo quasi di non scrivere nulla su questo film perché pare essere scoppiata una psicosi collettiva in merito.
Il che non è per forza un male, eh...
Per una volta si è riuscito a dare una nuova luce a un Festival come quello di Venezia, che premiando questo film si è aperto a un pubblico che prima lo vedeva come il raduno dei vecchi barbosi, ma soprattutto, in un'epoca dove i "film evento" sono destinati a essere dimenticatoi nel giro di pochi mesi, questo ha creato un hype che da parecchi anni era andato a esaurirsi e sta facendo discorrere fin dalle prime proiezioni festivaliere.
Ecco, concentriamoci sui discorsi.
O su una loro parte.
Perché quando sento dire cose come nobilitare un genere mi immagino l'Uomo Fumetto dei Simpson che guarda con aria di sfida la mamma, ormai rassegnata da diverse decadi, come a dirle: "Ecco, vedi? Non sono io a non essere mai cresciuto, siete voi a non averlo mai capito."
Quando si capirà che anche nel puro intrattenimento c'è della nobiltà e che fior-fior di ottima letteratura è stata fatta per il puro svago, vivremo tutti un po' meglio.

"Bene, bene... abbiamo un talento comico, qui... il soldato Joker!"

Tagliamo la testa al clown: il film mi è piaciuto.
E sì, ero partito titubante quando seppi il nome del regista. Perché se a far bagnare stormi di cinefili con Phoenix sono capaci tutti, lasciar ben sperare che l'occhio dietro a titoli come Road trip, la trilogia di Una notte da leoni e Parto col folle fosse in grado di reggere le aspettative era tutto un altro campionato.
In tutto questo, nessuno si è visto Trafficanti.
Comunque sì, Joker è un buon film e Todd Phillips supera la prova, anche se con riserve.
Ma no, non lo considero un capolavoro.
Al massimo il capolavoro (finora) di Phillips - non che avesse titoli con cui rivaleggiare… - e la speranza che sia una base per cui rilanciare la sua carriera. Però seriamente, questa storia del capolavoro comincia ad avere delle proporzioni un po' esagerate.
Cos'è un capolavoro, alla fine?
Stando al dizionario, un'opera di grande eccellenza. Quindi qualcosa che raggiunge ottimi livelli in ogni campo, in grado di lasciare qualcosa e che non presenti difetti. Magari che sappia anche innovare il mezzo o portare su nuovi binari il proprio pubblico. E che superi la prova del tempo, magari, il peggior nemico di ogni forma d'arte.

"Sapete che hanno in comune questo film e Walk the line? Il Cash…"

Mi rendo conto che il discorso che può venirne fuori possa apparire di uno snobismo allucinante, ma davvero, non tutti gli spettatori sono uguali e il fatto che un film possa piacere non significa che una persona sia per forza di cose stupida.
Parola di un fan di Snyder!
C'è lo spettatore occasionale e c'è l'appassionato. C'è chi vuole vedere un film per rilassarsi e chi per pensare. C'è addirittura chi vuole pensare con un film che non sia per forza misconosciuto e che trova soddisfazione pure nelle pellicole di largo consumo, quelle che a noi cinefili internettiani sembrano così noiose e poco interessanti. E' tutta una questione di passione, attitudine, interesse personale, propensione o  semplice curiosità.
In tutto questo, Joker è un ottimo compromesso.
E' un film che prende il meglio del cinema del passato, lo ricicla su un personaggio pop che tutti conoscono e possono apprezzare, per formulare un discorso (già detto e pure meglio altrove) di grande attualità. Sembrerà poco, ma a me piace pensare che da tutto questo ci sarà anche qualcuno che andrà a informarsi e, a sorpresa, troverà altro in grado di appassionarlo.
Se proprio volete prendervela con qualcuno, fatelo con quelli che la smenano con le "differenze dal fumetto".
Marònn, quelli c'hanno veramente da morì.

"Ciao! Sono il pagliaccio Baraldi!"

Todd Phillips ha capito che tipo di regista vorrebbe essere e imposta tutto il suo criterio visivo su quello che era tipico della New Hollywood dei tempi andati, la stessa che diede i natali e due tizi come Scorsese e Schrader e al frutto del loro accoppiamento che fu Taxi driver. Pare assurdo, ma quella pellicola è richiamata in più momenti, dove non arrivano le singole scene poi c'è l'atmosfera generale. Una città sporca, invasa dall'immondizia, dove pure il fumo che esce dai tombini sembra essere un rimando.
E un Phoenix che troneggia su tutto e tutti come fu al tempo per De Niro.
Ecco, dato che viene citato continuamente, nominiamolo ancora: c'è un motivo per cui Taxi driver è un capolavoro e Joker no.
Il primo sovvertì le regole, diede un nuovo modo di vedere il mondo al cinema, uno sguardo giovane (Scorsese aveva 34 anni e Schrader 30) e una maturità nello script e nella messa in scena davvero notevoli. Joker, spiace dirlo, ma se non fosse stato per l'interpretazione di Phoenix e i collegamenti coi personaggi della DC Comics, credo se lo sarebbero sfangati in pochi. E quando metti tutto il film sulle spalle dell'attore, succede che tutto il resto finisce per latitare.
Seriamente, tolto il bravissimo protagonista, che altro rimane?
Bastano una serie di cose estrapolate da altri film per creare un capolavoro?
Che poi, ci si accorge che Phoenix è una bestia solo ora? Non bastava You were never really here, a proposito di disagio e disagiati?

"Indovinate chi dominerà a Lucca Comics, quest'anno!"

Scorsese, prima che i piani per The irishman lo prendessero via, doveva essere il produttore e la cosa si vede. Phillips fa il fanboy appena può e il risultato è quello di un film che cerca di scimmiottare i grandi del passato, quando si riescono a cogliere i riferimenti, senza però averne la stessa verve.
Davvero, ogni scena sembra "fatta come l'avrebbe fatta Scorsese".
Solo che abbiamo Phillips.
Appena capirò se il merito è da dare al regista o al direttore della fotografia vi darò un parere più appropriato su di lui, per ora l'unica cosa che mi viene da dire è quella di un discreto tecnico che ha avuto fra le mani qualcosa di molto più grande di lui. Perché spiegare le origini di un personaggio che ha come punto cardine proprio quel non avere un passato, diventa qualcosa che scotta. Perfino Alan Moore nel suo The killing joke aveva disseminato svariati indizi circa il fatto che tutto quello fosse un parto della mente del villain, qua invece non si capisce bene dove voglia andare a parare.
E sì, abbiamo notato che gli orologi segnato tutti la stessa ora.
Sì, abbiamo notato l'uso della fotografia per le due scene in manicomio.
E sapete il bello? Sono due cose che non vogliono dire nulla perché portano solo dei gap logici con tutto quello che segue e precede (allucinazioni nell'allucinazione? creazione di altri personaggi riscontrabili nella realtà nel delirio?), salvo il voler fare il passo più lungo della gamba di Phillips.

# Con il trucco ad asciugare / andiamo a comandare #

C'è però anche molto di buono in questo film.
In un mondo così legato alle saghe copia-e-incolla della rivale, un film stand alone che non debba rispettare le leggi di nessun universo pre-costruito si fa voler bene a prescindere, soprattutto un film che ha lasciato al proprio creatore la libertà di scimmiottare esprimersi come meglio credeva.
Abbiamo un attore in stato di grazia che ci regala uno dei molti ruoli-chiave della sua carriera.
E c'è quel messaggio politico che in questo 2019 così oscuro e pieno di brutture, in un film di largo consumo, un po' mi fa sperare. Anche se avrei preferito vederlo meno generalizzato, anche se è trattato un po' alla carlona in diversi punti... ma quell'eroe apolitico che finirà per divenire il simbolo del male, quella persona che voleva solo essere amata e che si disegnerà proprio col sangue un sorriso (anche qua, particolare non da poco) e che senza volerlo sarà un tramite per far diventare Gotham la città corrotta che tutti conoscono... beh, per essere un film mainstream, tanto di cappello.
Anche se in diversi punti ha una scrittura fetente.
Anche se quando gli altri personaggi DC devono comparire appaiono le forzature più grosse.
Anche se il regista avrebbe dovuto slacciarsi la lampo e tirare fuori le palle quando serviva...
No, non è un capolavoro. Assolutamente.
Ma è un buon film. E il fatto che in tanti lo stiano vedendo, mi fa ben sperare che su certe cose possano provare maggior attenzione.

"... puoi presentami come Sbirulino?"

I mostri alla fine li crea una società malata, capace di ignorare, lasciare nelle peste e umiliare chi è già stato provato dalla vita. Ma da quel male ci sarà anche chi si rialzerà per combattere l'oscurità.
Tutti gli altri, invece, stanno a dire che Joker è un capolavoro.
Scherzo...
O forse no. Non ha importanza - cit.





6 commenti:

  1. Io non so se Joker sia un capolavoro (parola che comunque significa tutto e niente...), come dici te sarà solo il tempo a dircelo, il giudizio è sospeso. Quello che noto però è che, mentre noi che lo abbiamo visto a Venezia "a caldo" abbiamo subito scritto parole entusiastiche o quasi, con la sua uscita nelle sale c'è stato quasi un "gioco al ribasso" da parte della critica e dei fan, con una severità di giudizio che francamente non capisco... non so cosa si pretendeva da questo film, ma certe recensioni che ho letto, in generale, paiono più scritte per mero snobismo ("ne parlano tutti bene e io lo stronco") che per effettiva convinzione. Non sto parlando della tua, parlo di un andazzo di queste ultime settimane che mi ha lasciato interdetto.
    Detto ciò, a me Joker è piaciuto molto. E sai perchè? Perchè dopo tanti, tanti, tanti film visti negli ultimi tempi, è stato il primo che è riuscito ad emozionarmi di nuovo: questo film ha una carica emotiva incredibile, ti prende al cuore prima che al cervello. E questo per me è un gran pregio, aldilà di tutte le altre considerazioni. Certo, è un film tutt'altro che originale e contiene molte citazioni di altre pellicole famose: non capisco però perchè se lo fa Tarantino (il cui ultimo film mi ha fatto quasi dormire) allora va bene, se lo fa Phillips no... Io credo che ci siano molti preconcetti sulla figura di Todd Phillips, come se chi ha sempre diretto commedie non possa fare un bellissimo film drammatico. Certo, Joker non sarà bello come Taxi Driver (e riconosco il fatto che Taxi Driver aveva una forza dirompente per l'epoca - e anche per oggi - che Joker non ha) ma è un film entusiasmante (nel senso letterale del termine: che entusiasma) ed è anche molto più complesso di quello che appare (per me). E' uno dei film americani più politici degli ultimi tempi, con una fortissima critica sociale al welfare a stelle e strisce (e non è un caso che negli States molti critici lo abbiano stroncato) e onestamente non mi sembra poco. Avercene, ogni volta, di film come Joker...

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    1. Quella del "bastian contrario a tutti i costi" è una figura ultimamente fin troppo estesa, gli do il peso che merita. Va da sé però che tutto l'hype creato può portare ad aspettative che è duffuvdifficile accontentare.
      Per il resto... Come sempre, credo sia una questione di sensibilità, ognuno ha la sua e pellicole simili ci prendono su fronti diversi. Per me, troppo poco per farmelo promuovere a pieni voti...

      Quello di Tarantino è un discorso un po' diverso. Prende e saccheggia dai vari film per fare un discorso coeso e uno stile personalissimo, qui ogni sequenza sembrava dire "Facciamola come la farebbe Scorsese"... Chi fa commedie può anche fare ottimi film drammatici, ma Phillips per me ha ambizioni più grandi di lui.

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  2. Ci siamo confrontati quindi come sempre siam’ d’accordo (cinque alto), “Taxi Driver” è il modello che ha fatto storia, “Joker” una valida e riuscita interpretazione di quel modello, ed è una figata che per fare del cinema “alto” abbiano usato un personaggio che viene dalla letteratura troppo spesso considerato “bassa” come i fumetti (e i cine-fumetti, ora più demonizzati che mai). Senza i capelli verdi questo film avrebbe fatto la fine di “Trafficanti” e sarebbe stato un peccato, perché ha delle cosette da dire. Il fatto che dopo la sua uscita Internet sia diventata un polveriera, sembra un piano criminale del Joker ;-) Cheers!

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  3. Bellissimo ma i veri capolavori sono altri, in primis proprio quelli citati nel film.
    Tra l'altro, dopo aver rivisto Shining al cinema ieri sera, Joker mi risulta ancora più "banale", altro che strapparsi i capelli.

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    1. Vabbeh, quello è un confronto impietoso verso quasi chiunque 😅😅

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U