giovedì 27 luglio 2017

The raid 2 - berandal


Era una sera estiva del 26 luglio 2017 quando l'abitazione del quasi giovane Jean Jacques fu invasa da due urla. Il primo era un grido schifato, avvenuto precisamente alle 21:40, quando il giovane cinefilo assistette alla visione di una gamba che veniva spezzata a mani nude in una terribile quanto spettacolare lotta nel fango; il secondo si susseguì alle 23:30, ma più che un urlo era un coro da stadio eseguito ruttando con innata potenza, in preda all'euforia della storia che giungeva a conclusione. La cosa portò a numerose lamentele da parte del vicinato, che già non sopportava lo sguardo spiritato del ragazzo quando lo incrociavano per le scale, ma il rimpianto più grande dello spettatore fu il non aver visto quel film col padre, che almeno una volta nella vita avrebbe potuto dire di aver visto il figlio guardare qualcosa da uomini, anziché cartoni animati e pippate coreane. Ma non bisogna esseri veri uomini per apprezzare The raid 2, piuttosto bisogna essere per davvero delle brutte persone a dire senza vergogna che non è piaciuto.

Per Rama la pace non è ancora arrivata. Suo fratello viene ucciso e, per garantire la sicurezza della famiglia, deve agire da infiltrato per un gruppo nascosto della polizia, entrando in diretto contatto col figlio di un potente boss criminale...

Vedi The raid - redemption e poi muori felice, mi piacerebbe dire. Il fatto è che dopo averlo visto bisogna continuare a vivere, perché il regista Gareth Evans pochi anni dopo ha fatto un sequel (realizzando prima il segmento Safe haven del film corale V/H/S/2) che, contrariamente a quanto ci hanno abituato di solito, surclassa un primo decisamente ottimo e coerente, ampliando il giro e vincendo alla gara a chi piscia più lontano. Siamo sempre dalle solite parti - non, non dico l'Indonesia... - ambo i film non godono decisamente di una scrittura eccelsa, sono molto basilari e a parte per alcune accortezze credo che chiunque possa riuscire a ideare delle trame simili, ma non è su quello che puntano, quanto a premere sulle più basilari e istintive pulsione dello spettatore, solo che lo fanno in maniera intelligente. Qui Edwards (che non solo è regista e sceneggiatore, ma pure montatore) dispone di un budget molto più ampio e fa esplodere appieno il suo ego, come suggerisce fin dalla prima inquadratura: la fotografia notevolmente migliorata è la prima cosa che si vede, insieme a un giocare continuo con la telecamera che permette delle riprese che oltre a un esorbitante talento registico necessitano pure di un dispendio di all'altezza delle ambizioni della mente che le ha ideate, che finalmente il nostro può concedersi. Alle acrobazie abbiamo ancora Iko Uwais, che porta avanti il suo personaggio tagliato con l'accetta (o il machete), ma è tutto l'ambiente intorno a lui ad essere estremamente amplificato, esplorando le dinamiche criminali e aprendo un raggio d'azione (negli intenti, oltre che nei cazzotti) che si espande a macchia d'olio/di sangue, dove se prima il senso di pericolo era dettato da un semplice "escono dalle fottute pareti!" qui è dal fatto che intrighi e cospirazioni la fanno da padroni. Potremmo dire che questo film è ciò che avrebbe dovuto essere John Wick: chapter 2 se tutto fosse andato per il verso giusto, ma mi limito a dire che è solo una pellicola che andrebbe vista da tutti per capire finalmente cosa vuol dire fare intrattenimento di qualità. Come col primo, non troverete una storia articolata, non ci sono grandi messaggi e pure il cosiddetto viaggio dell'eroe appare decisamente stilizzato (inizia il film che il protagonista è A e finisce che rimane sempre A, la B non la sfiora manco per sbaglio), ma rimane comunque un'opera cinematografica in tutto e per tutto, che racconta anche la più banale delle storie però rispettandone i meccanismi tecnici e usandoli con intelligenza. Pochi dialoghi, tutto è raccontato dalle immagini e perlopiù sono immagini stupende, creando delle soluzioni di pura finezza narrativa anche nei momenti più cruenti e splatter, senza però scadere nell'autoreferenzialità o nel mero estetismo - facendo passare due ore e mezza di durata, che in altre circostanze sarebbero potute essere fatali, con estrema semplicità. C'è tutto quello che si può desiderare per una visione che possa catturare, soprattutto perché è un intrattenimento che, pur non facendo leva su intellettualismi vari, riesce a intrattenere con intelligenza, non essendo scontato nel mostrarsi e sapendo ricreare un microcosmo molto vario. Più che al protagonista, una grande attenzione è stata data ai comprimari, tutti i nemici che deve affrontare (i miei preferiti: il ragazzo con la mazza da baseball e sua sorella coi martelli), che brillano di fantasia stilizzante e riescono a ricreare delle acrobazie di grande effetto. Ma sono le scazzottate che la fanno da padrone, quindi se siete stufi di film dove i continui tagli e giochi di montaggio non fanno capire una mazza di quello che succede, finalmente eccovi delle sequenze dirette da Odino (una su tutte, questa!) e che fanno le scarpe a quasi tutti i cinefumetti usciti di recente, dimostrando che tuta e anfibi certe volte fanno più di mantello e calzamaglia. O molto semplicemente, che se facessero fare i film a chi di dovere e non ai fanboy, le cose andrebbero molto meglio.

Ho ancora gli occhi che brillano di entusiasmo e mi sto pentendo di non aver mai fatto arti marziali in vita mia. Grazie Garethuccio bello!


Voto: 

4 commenti:

  1. Un film meraviglioso, ok ha un pelo più di trama rispetto al primo film, se la gioca alla John Woo con il poliziotto infiltrato, ma chissene, è un film meraviglioso, lo amo alla follia. La prima mega rissa nel fango sarebbe già la scena madre di qualunque altro film, qui è la prima scena, la prima. Poi migliora ;-) Cheers

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    1. Come ha già detto Ford: ci vuole The raid per superare The raid 😎

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  2. Filmone totale, ti avevo detto che sarebbe stata una grande soddisfazione da rutto!

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    1. Si è lamentato tutto il vicinato... ma ne è valsa la pena!!! XD

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U