lunedì 26 ottobre 2020

HOSTILE, di Mathieu Turi


Un virus mortale ha ridotto il mondo in un deserto post apocalittico e trasformato gli infetti in mostri antropofagi. In questo scenario, Juliette gira col suo pick-up in cerca di provviste e carburante, fino a che non rimane in panne. La attende una lunga notte, dove però il passato verrà a bussarle alla porta... 


Fare le pulci agli esordi è davvero una brutta roba, però è a suo modo divertente vedere come questi finiscano quasi sempre per dividersi in diverse categorie. Ci sono quelli dignitosi, quelli pregni dei rimandi culturali dell'autore, quelli che scardinano nuove regole (e con il quale il giovane regista dovrà fare i conti a vita...) e quelli che, vuoi per inesperienza o ancora altro, fanno capire diverse cose che non vanno nel mondo.

Partendo dai rimandi, non è difficile dire che il cineasta francese da adolescente abbia alternato i porno con i Mad Max di George Miller, perché ogni fotogramma rimanda a quel riferimento culturale - ma va anche detto che la gittata fu così ampia da avere ripercussione anche sul Sol Levante, vedasi opere come Hokuto no Ken o similari. Ma davvero, pattern quasi identici, sempre lo stesso ambiente desertico e sempre quel feticismo per benzina e diesel.

Non è necessariamente un male, ma diventa un po' come i telefilm di Chuck Norris: sono rassicuranti perché sai che Rete4 li trasmetterà sempre. Stessa cosa qui. Rimanda a un immaginario già collaudato che, se da una parte restituisce una comfort zone che si è già dimostrata efficace più volte, dall'altra invece mette a noia perché i collegamenti saltano anche all'occhio più ciecato.

Di base, Hostile rimane un film post apocalittico dignitoso con tutti i topoi del caso, che ti dà proprio quello che ti aspetti da una pellicola simile - certo che questo 2020 è proprio l'anno giusto per vederlo...

Nelle categorie degli 'esordi' però va aggiunta anche quella dei film tratti da dei corti particolarmente efficaci, e pure lì devono esserci delle belle distinzioni. Qui Turi (non facciamo iniziare coretti in dialetto siciliano, please...) fa una strana bestia, prende le ispirazioni dei suoi corti Son of chaos e Broken, aggiungendo così allo scenario post-apocalittico anche quello moderne esistenziale, creando un vero casino per gestione, figura della donna e finalità.

Xavier Gens lo aveva voluto produrre perché lo definì una "storia esistenziale", ma Turi ha solo una gran confusione in testa, come molti, su quello che voglia dire creare dei personaggi femminili "forti", termine che ultimamente viene sempre usato a sproposito. Perché se nel presentarmene una metti in mezzo - involontariamente - dei tratti fortemente maschilisti, allora abbiamo davvero qualche problema.

Perché davvero, ogni cosa nei flashback di Hostiles sembra voler dire che una donna ha per forza bisogno di un uomo per poter essere salva e anche la badass girl che verrà poi è tutto un frutto di quella passata relazione salvifica. E mi raccomando, costui deve essere per forza un gallerista ricco, aitante, e così buono da seguirla per portarla fuori da un mondo di perdizione e orrore, dandole poi una famiglia la cui perdita sarà davvero la fine totale del tutto.

Ecco, questo mi sembra quanto di più goffo e maschilista possa esserci. Perché è inutile che mi mostri una Brittany Ashworth che mena e spara agli zombi come se non ci fosse un domani, se poi questa è totalmente asservita al ricordo dell'uomo che l'ha salvata, con un finale che vorrebbe essere tragicamente romantico ma che sembra voler dire che senza qualcuno non siamo nessuno e non possiamo salvarci da soli - soprattutto se donne.

Poi non capisco perché la figura femminile debba essere sempre trattata così, cercando sempre l'estremo per cercare di tratteggiarla bene, quando invece è possibile creare personaggi "forti" anche in altro modo, in canoni meno esagerati che sovente hanno invece l'effetto opposto. Perché tra quella che ama guardare i film d'amore in tv e quella che ti accoltella sputando tabacco c'è tutto un mare di sfumature nel mezzo che vanno considerate, senza che l'una neghi l'altra, e ognuna può badare benissimo a sé stessa ed essere fiera delle proprie convinzioni. Questo è creare personaggi femminili degni di questo nome, non sta ciofeca.

Perché l'unica cosa che ho ricavato da Hostile è che George Miller non sia mai stato pagato abbastanza e che nemmeno l'apocalisse ci libererà da certi preconcetti.








4 commenti:

  1. Mi è sconosciuto, e visto quello che dici, solo se passa vedo, altrimenti ciao.

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    1. Che magari sono solo impressioni mie (in genere è stato abbastanza gradito) ma anche ignorando quelle quelle è poca roba.

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  2. Banale la parte horror, banalissima quella d'ammore, due anime inconciliabili che trovano una parziale risoluzione solo nel finale, che personalmente ho apprezzato. A parte questo, non un film memorabile.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U