LEVITICUS, di Adrian Chiarella
Questa è la stessa gente che, tra le altre cose, si lamenta dell'onnipresenza dei froci in tv e al cinema, dell'educazione sessuo-affettiva nelle scuole o del fantomatico gender, robe che quasi mi viene da rivalutare un film come Leviticus. Sono uno dei pochi a non essersi strappato i capelli per questo queer horror, ma porco Giuda quasi spero vinca tutti i premi possibili vista la terribile china che sta prendendo il mondo, abbastanza impervia da spaventarmi più di ogni pellicola vista di recente. E fidatevi che ne ho viste di davvero inquietanti.
Perché sì, basta che un film parli di gay per far frignare come vitelli dei sottosviluppati. A riprova che non sono pagato da Soros e nemmeno dalla fantomatica lobby arcobaleno, quelli che possono sembrare dei miei personali deliri sono purtroppo supportati dai fatti. Infatti nonostante un'ovazione piuttosto unanime della critica, Leviticus è stato soggetto a un deprecabile caso di review bombing, ovvero la pratica di recensioni coordinate atte ad affossarne il punteggio sulle varie piattaforme. Siti come IMDb sono stati bersagliati da account fasulli o addirittura conservatori che incitavano al boicottaggio del film (alcuni ammettendo pure di non averlo visto) poiché reo di effettuare propaganda woke. Gli stessi che magari hanno accusato Nolan della stessa cosa per la sua Elena nera in Odissea - a proposito, col suo miliardo e oltre di incasso vi fa ciao-ciao con la manina mentre beve Earl-gray.
Qui non si promuovono aprioristicamente i film solo perché trattano il tema importante™ di turno, e infatti questo esordio di tal Adrian Chiarella non mi ha fatto gridare al miracolo, ma di fronte ad avvenimenti simili sono sempre più convinto se ne debba parlare e che gli artisti, quando hanno bisogno di esprimersi a tal senso, meritino tutto il supporto possibile. E che un semplice film possa infervorare solo per questa tematica è un chiaro segno dei tempi bui che stiamo attraversando.
Basta guardare un telegiornale, fare una capatina su quella fogna a cielo aperto che sono diventati i social o vedere quali sono i discorsi più polarizzanti in campo politico. Soprattutto, sono i toni usati, vero spartiacque di una democrazia sana che vede il giusto confronto dentro di essa, a dover accendere qualche campanello d'allarme. Ci siamo imbruttiti, lasciando che discorsi rasenti l'incitamento all'odio possano fecondare sempre più il comune dibattito. La paura per il diverso (come nella moda, il nero funziona per tutte le stagioni...) è fertilizzante per la campagna elettorale e si sta discorrendo nella più becera delle maniere perfino sulla validità degli orientamenti sessuali, asserendo cose che nel 2026 speravo di non sentire; pensiamo solo a una certa scrittrice che sta spendendo milioni per azioni contro delle minoranze, la famosa pericolosità dello 0,5% della popolazione mondiale...
Tutte cose che hanno ispirato Adrian Chiarella per questo suo esordio, al fronte pure di alcune esperienze personali. Soprattutto, è stato il comune approccio del mondo politico a dargli il giusto stimolo per la sua prima fatica dietro la macchina da presa, e vorrei ben vedere. Anche questa è politica, e illustrare i fanatici religiosi per quello che sono non è perculare, ma un atto doveroso. Se siete ridicoli e anacronistici è colpa unicamente vostra, non mia.
Nella Bibbia il Levitico, o Terzo Libro di Mosè, è fondamentalmente una raccolta legislativa che regola le varie funzioni religiose e i rituali del culto, tra cui le regole di condotta sessuale; non per nulla alcuni passaggi sono stati spesso citati nei comizi anti-pride dalle frange più estremiste, le stesse che accusano gli oppositori di ripetere degli slogan. Da qui il titolo del film, visto che la pellicola ha il suo via quando la comunità religiosa attua una pratica di conversione, metodologie piuttosto discutibili eseguite per davvero in varie forme, anche nelle pseudoscienze.
L'horror dimostra ancora una volta che non ha mai perso il proprio smalto e rimane uno degli strumenti artistici più efficaci per esercitare il lato di denuncia più anarchico e diretto, mostrando le storture di un mondo sempre più folle. Da questo punto di vista, il film è riuscito. Massima resa col minimo sforzo, l'idea di un'entità mai palesata che si mostra solo con le fattezze degli attori già presentati è una trovata efficace, raffinata e fortemente metaforica.
Ma soprattutto, ho trovato molto bello il modo in cui il regista ha saputo mettere in scena questa storia d'amore giovanile, senza stucchevolezze o personaggi irritanti. Anzi, aggiungo che l'ho preferita alla controparte puramente orrorifica...
Complici anche alcuni piccoli problemi di gestione che non mi hanno fatto innamorare del film nella sua totalità, tra cui una disparità di trattamento unita pure ad alcuni momenti di step necessari nel genere, che mi hanno reso Leviticus leggermente sbilanciato nelle proporzioni. Un po' perché superare un orrore tanto radicato quanto reale è difficile (stessa cosa successa a The boys, che voleva essere una serie parodica, poi però è arrivato Trump...) ma soprattutto perché un'idea tanto geniale non si traduce in uno sviluppo altrettanto succoso, complice il fatto che nel mezzo c'è una piccola questione che a lungo andare, anche se rivelata, smette di avere il peso che meriterebbe sui personaggi. E voi sapete quanto io ami e ambisca allo sviluppo di situazioni grigie e ambigue... ecco, è stata una grande occasione mancata, quella, chi ha visto capirà.
Ci sono anche degli evidenti limiti di budget, aggirati però dalla geniale trovata di cui sopra, sena contare che le riprese offrono scorci di pura bellezza e Chiarella, nonostante sia al primo film, dà il tono giusto ad ogni scena, riuscendo a inquietare quanto basta nel momento in cui è più richiesto. Non mi è bastato per innamorarmi quanto avrei voluto, purtroppo, fermo restando che sono curioso come, in un periodo fecondo di horror ottimi, un'altra voce si sia aggiunta al bouquet di autori del terrore e sono curioso di vedere come sarà in grado di evolvere.
Film per me riuscito solo in parte, ma visto la reazioni (becere) che ha saputo creare, spero possa avere tutto il successo possibile e che faccia schiumare chi di dovere. Gli stessi che la domenica magari si mettono a pregare un certo nepo-baby in via di santità che ha sempre avuto una parola per gli ultimi, gli emarginati e che ha predicato l'accoglienza e la fratellanza tra gli uomini.










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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U