lunedì 28 settembre 2020

SHIN GODZILLA, di Hideaki Anno e Shinji Higuchi


Mentre la guardia costiera indaga su uno yacht abbandonato nella baia di Tokyo, qualcosa inonda l'Aqua-Line. E' stata una gigantesca creatura che ora il governo deve affrontare, perché è uscita dal mare e semina distruzione sulla terraferma...

Credo sia impossibile parlare di questo Shin Gojira senza prima fare un lungo preambolo sul regista Hideaki Anno e su quanto lui abbia pesato sull'adolescenza di molti. Lo faccio nel 2020, che non è stato proprio un buon Anno.

Ok, la smetto...

Basti pensare però che Hideaki Anno altri non è che la mente dietro a quella roba strana e ancora adesso inqualificabile come Neon Genesis Evangelion, lo spartiacque perfetto che ci fece passare dalle pippe fisiche a quelli mentali, salvo poi percularci tutti dicendoci "brutto coglione, smettila di rovinati la vita davanti a queste robe, esci di casa che c'è un mondo intero da scoprire e di cui godere". Sì, insomma, stiamo parlando del troller supremo.

Non proprio quello che ti aspetteresti per un film sul re dei kaiju.

Ora, io non intendo cantare la gloria, né invocare la grazia o il perdono, di chi penso non fu altri che un nerd che ce l'ha fatta e che su quella sua idea ha poi imbastito tutta la propria esistenza. Non per nulla questo Shin Gojira doveva essere realizzato molto prima, ma Anno aveva appena finito il terzo Rebuilt of Evangelion e ne era conseguito l'ovvio esaurimento nervoso come ai tempi, solo che gli americani per una seconda volta si erano appropriati della loro icona pop per eccellenza e siccome a quel giro con Edwards era andata meglio che con Emmerich, tanto da avere un seguito pronto, i jappo dovevano dimostrare di avercelo più grosso una volta per tutte.

Questo è infatti il Godzilla più grande a memoria di cinefilo.

Ma ritorniamo a Hideaki Anno, che a questo giro si fa accompagnare da tal Shinjii Higuchi... che in teoria sarebbe il suo bff (Stupishinji è in suo onore) oltre che a un effettista per i film di Gamera, che qui si ritaglia il ruolo di co-regista e di gestore degli effetti speciali. Perché di effetti speciali ce ne sono, anche se i due autori hanno voluto rimanere in qualche modo fedeli alla tradizione girando con un vero attore in un costume da Godzilla - sic.

In più di mezzo secolo di vita cinematografica, Godzy ha attraversato varie fasi e modifiche, passando da nemico giurato dell'umanità ad amico dei bambini che aiuta a difendere il mondo. Ma in realtà nel film originario di Honda (che era uno dei film preferiti di Akira Kurosawa, così pure gli snob sono contenti) l'intento era quello di denunciare la possibile guerra nucleare di cui si parlava ai tempi, in una nazione che ancora sentiva la ferita di Hiroshima e Nagasaki.

I tempi sono cambiati e Anno si concentra sulla... burocrazia.

Perché del mostro si vede poco o nulla - e quel poco della versione iniziale è diventato perfino un meme - ma gran parte del tempo la giocano gli intrighi di potere e di responsabilità fra i politici giapponesi. Fateci caso, metà del minutaggio la occupano questi omini in giacca e cravatta che si spostano da una stanza all'altra, segno che in Giappone le conferenze le fanno in piedi mentre camminano.

Dovrebbe essere l'urlo dio rabbia di Anno che scaglia la propria voce in un paese che non riesce a prendere decisioni e in cui la vecchiaia impedisce ai giovani di potersi esprimere liberamente o di raggiungere i ruoli che meriterebbero.

Detta così, fa schifo forte, quasi più del costume, ma credo che sia difficile poter valutare lucidamente questo film da occidentali. In Giappine il ruolo dell'anzianità e del rispetto alla stessa è ancora molto forte, così come quello del dover avere a tutti i costi una carriera, pertanto che l'icona pop per eccellenza sia usata per poter mostrare dei vecchi che non riescono a stare al passo coi tempi, tempi che hanno cambiato inevitabilmente anche questa nuova versione di Godzilla, da una parte vuol dire molto.

Dall'altra è l'eterno scontro tra vecchio e nuovo, del tentativo contro l'effettiva riuscita, che colloca questo film in una strada parecchio strana che gioca un po' da sé. Perché è facile ridere del costumone scemone, ma nella tradizione cinematografica giapponese vuole dire molto. Risulta un po' meno difendibile il finale anticlimatico con quelle scelte "refrigeranti", sulla cui veridicità scientifica non mi esprimo.

Shin Godzilla quindi è come la mente principale del tutto, Anno, sicuramente qualcosa di personale e assurdo, ma che a volte dovrebbe imparare a fare un passo indietro. Anche se per Godzy non ci sono cacche di cane abbastanza grandi da pestare.

PS: qualcuno conosce Satomi Ishihara? Perché vorrei chiederle di sposarmi.





6 commenti:

  1. E' strano sì, ma non si può non voler bene a questo film, e comunque Godzy nei suoi pochi momenti spacca ;)

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  2. Sono bellissime le interpretazioni che assume la figura del godzy (o godzillone vista la stazza) nelle varie versioni in base al contesto sociale. Non credo che lo guarderò mai ma la sua genesi mi ha comunque incuriosita!

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    1. Il primo sicuramente merita, anche solo per l'importanza "storica". E poi piaceva pure a Kurosawa 😂

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  3. Visto alla sua uscita, non mi era dispiaciuto, ma spesso mi sono trovata a cantare la sigla di Evangelion, ché mancava solo Shinji XD

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    1. Anno rimarrà sempre legato a quello e ha fatto poco perché non sia così. È il George Lucas per intellettuali 😅🤣

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U