domenica 29 novembre 2020

#SPECIAL: quando è meglio il film...


Immancabile come la dedica commossa su Facebook all'opera e alla vita di uno famoso quando schiatta, in special modo se l'autore fino a poco prima manco sapesse chi fosse. Innegabile. Ogni volta che vedi un film e ne parli, c'è sempre il mantra: "Eh, sì, bello... ma il libro è tutta un'altra cosa!"

Che spesso, sì, va proprio in questa maniera.

D'altronde cinema e letteratura sono due media differenti e che vertono su diverse leggi. Se il libro si prende spazi, il film deve riassumere. Se il libro punta sulla parola, il film sulla suggestione visiva. Un po' come dire che la statua di Laocoonte è bella, ma vuoi mettere con la bellezza dei versi di Virgilio nell'Eneide?

Che spesso molte trasposizioni vengano fatte da mestieranti che si scontrano coi pesi messimi della letteratura è un altro discorso a sé, ma tutto questo ha sempre fatto trasparire la percezione che il cinema sia una forma artistica di serie B, o anzi, che non sia nemmeno arte. Ma allora, sarebbe sbagliato mettere Fellini, Sokurov o Kurosawa sullo stesso piano di Dostoevskij, Proust o Dickens?

Ma poi, diciamocelo, certe volte il film ha addirittura superato il libro. E ci sono pure degli esempi molto celebri...


BARRY LYNDON, di Stanley Kubrick
Eh grazie al ca... ppero. Può succedere se parli del più grande regista mai esistito. Ma davvero, il re della celluloide prende il romanzo di W.M. Thackeray e sforbicia dove deve, ispirandosi ai quadri dell'epoca per dare il senso di superficialità e apparenza del protagonista.
E diciamocelo, se La fiera della vanità è più famoso, a livello letterario, un motivo ci sarà.

L'ESORCISTA, di William Friedkin
Un altro classicone che quasi nessuno sa essere la trasposizione di un romanzo, lo stesso William Peter Blatty che poi diresse quella strana sparata lisergica che fu il terzo capitolo - fortuna che i seguiti non sono sopravvissuti alla memoria.
Efferato all'epoca, ancora efficace oggi. E anche a 'sto giro le immagini battono le parole.

A HISTORY OF VIOLENCE, di David Cronenberg
Del fumetto (vabbeh, sempre trasposizione da ciò che si legge...) disegnato dal copertinista dei Cannibal Corpse è rimasto ben poco, e meglio così, perché siamo proprio su un altro pianeta.
Per la gioia delle casalinghe di Voghera cinefile, diede inizio alla tradizione del Viggone internazionale di dover tirare fuori il pipo ogni tot film, come prontamente farà al secondo giro di pista col canadese che col fisico era fissato alla sua maniera...

MYSTIC RIVER, di Clint Eastwood
Il film definitivo sulla perdita dell'innocenza, delle immagini che fanno raggelare il sangue mostrando pochissimo e degli auto-rimandi che fanno un gioco circolare di perfezione millimetrica.
Angosciante...

SHUTTER ISLAND, di Martin Scorsese
La cosa ironica è che io adoro Dennis Lehane, tanto da definirlo uno dei miei preferiti sia nel serio che nel faceto - sì Pat Ken zie, sto parlando di te. Eppure, con Mystic river e questo (due dei 'seri'), mi ritrovo a preferire la controparte filmica.
Ma diciamolo chiaramente, quel piccolo dettaglio del finale...

THE MIST, di Frank Darabont
Sempre a proposito di finali...
... pochi cazzi, dai. Qui persino Stephen King ha dovuto levarsi il cappello per la cattiveria.

SHINING, di Stanley Kubrick
Ancora King, ancora Kubrick.
Il film che fece nascere una disputa infinita tra i due, tanto che King produsse di tasca sua una miniserie fedeissima.
Io ringrazio il buon Stanlio solo per aver tolto le siepi semoventi e quel discorso finale mentre pescano.

SOLARIS e STALKER, di Andrej Tarkovskij
Il regista russo per eccellenza prende due romanzi sci-fi e ne fa la sua personalissima versione, dilatando tempi e mantenendo solo l'essenziale. Due opere imprescindibili per ogni cinefilo, senza alcun dubbio, sopravvissuta (la seconda, almeno) agli originali.

STO PENSANDO DI FINIRLA QUI, di Charlie Kaufman
Dai, seriamente, di che stiamo a parlare...

HARRY POTTER E IL PRIGIONIERO DI AZKABAN, di Alfonso Cuaron
Il libro che mi è piaciuto meno dà origine al film della saga che preferisco sopra tutti.
La cosa davvero divertente è che si tratta di uno dei capitoli cinematografici scritti peggio.

OLDBOY, di Park Chan-wook
Da un manga, il mio film preferito.
Non inizio neppure perché potrebbe monopolizzare l'articolo.

DRIVE, di N.W. Refn
Trasformare un romanzo brevissimo e di poco conto, sottraendo ancora di più, in questo capolavoro... 
Beh, tanto di cappello. 
Anche se poi Refn lo ha rinnegato. Ma tant'è... 


Per voi invece?
Quali film hanno superato la controparte letteraria?

8 commenti:

  1. Non ho letto manco un libro che poi sia stato trasportato al cinema, a parte alcuni, Watchmen per esempio, ma il fumetto è meglio. Una cosa è certa però, che a parte l'ultimo di Kaufman che non ho ancora visto, alcuni di questi film sono capolavori ;)

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    1. La prima parte è strana, contando tutte le trasposizioni fatte 😶 e sì, era una battaglia impari.

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  2. Bellissimo post, senza ancora averlo letto pochi minuti fa sul faccialibro ti ho suggerito "L'uomo che cadde sulla Terra", bel libro ma film forse anche migliore. Cheers!

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    1. Ahahah, le coincidenze 😂 il libro in quel caso molto apprezzato, ma non ho mai avuto occasione di vedere il film con Bowie.

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  3. Parlando di Shining, c'è anche da dire che Kubrick calò il carico da 90 dichiarando "I film più belli nascono dai libri più brutti..." :D

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    1. Eh, è sempre stato un simpaticone 😅 però il fatto che gli scritti da cui trasse i suoi film (Arancia meccanica e Lolita a parte - ma anche Eyes wide shut, per certi versi) siano andati quasi dimenticati...

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  4. Il primo che mi viene in mente è Le ali della libertà tratto da un libro di Stephen King. Sono brevi racconti, da uno di questi è nato il film. Un breve racconto per un film che è storia...

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    1. Bel film! Fatto da Darabont, che di King se ne intende 😂

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U